La Ropa Sucia/048

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Gonzalo Sanchez, con sua moglie, erano stati un po’ in disparte, in modo da considerare quale potesse essere la prossima mossa per conquistare la Pampa e eliminare per sempre gli odiati Riquelme. Improvvisamente, l’idea: contaminare i loro latifondi con la zizzania, per rovinare i raccolti.

Ecco perché in villa non si erano visti, ma erano ignari delle voci che giravano, sia su di loro, sia su quello che Carlos Espimas andava ripetendo.

“Adesso è il momento di riprenderci la villa” annunciò Gonzalo. “E anche di chiarire una volta per tutte che rapporto intercorre fra me e Jorge Gutierrez, el pipa

Jorge Gutierrez che ormai aveva bisogno di una svolta nella sua vita, dato che si struggeva d’amore per la sua ex moglie, ma che lei aveva smesso di considerarlo. Anzi, aveva smesso di considerarlo vivo, così decise alla fine di andare al pub di Villa Nueva per bere.

“Una vodka con ghiaccio per favore” disse Jorge al barista. Aveva l’aria depressa e tormentata di chi non sapeva più come si chiama, finendo per chiamarsi pipa lui stesso.

“Anche tu vodka con ghiaccio?” chiese una ragazza, o perlomeno, una signora molto giovane.

“Sì… il fatto è che mia moglie mi ha mollato per mettersi con mio fratello e…”

E non sapeva del perché le stesse raccontando i suoi fatti, ma era bellissima e quindi poteva anche farlo.

“Oh! Quindi sei Gutierrez, il fratello del muerto? Ne hanno parlato tutti i giornali!”

El pipa chiese, cambiando argomento: “E tu perché stai bevendo?”

“Oh…” sembrava imbarazzata. Era partita in quarto spiattellandogli che sapeva tutte le vicende della sua casa e forse era sembrata inopportuna. “Anche mio marito mi ha lasciata, per mettersi con una ballerina”

“Mi dispiace” disse lui, mentendo. “Non ti meritava, sei così bella” e bevve alla sua salute.

“Mi chiamo Cecilia” disse lei, arrossita per il complimento e bevendo anche lei alla salute dell’altro. “Sembra strano da dire dato che lo stiamo già facendo, ma… ti va di bere qualcosa?”

El pipa annuì e passarono la serata a bere, a ridere, a raccontarsi fatti abbastanza profondi, come ad esempio quanti metri si potessero fare in mare prima di non toccare più la sabbia coi piedi, e alla fine Jorge passò la notte da Cecilia. Era un piccolo monolocale, un po’ trascurato, sicuramente spento.

Jorge ebbe modo di vedere Cecilia nuda, e anche Cecilia ebbe modo di vedere un altro tipo di pipa, e si stesero sul letto, e lui ebbe modo  di attraversare con lei il vecchio valzer dell’amore che tutti nel 1984 conoscevano, e ridere dopo averlo fatto.

Alla fine, verso le tre di notte, un uomo entrò in quella casa.

Dopo aver chiuso la porta, scavalcò uno skateboard che sicuramente lui non aveva e disse: “Sono tornato, madre”

Lui sapeva che era sveglia.

“Oh, cielo! Mio figlio!” esclamò Cecilia, preoccupata e tirando su il lenzuolo onde coprire i suoi vistosi seni.

“Ma… ma che figlio degenere, tornare alle tre di notte!” esclamò Jorge, il quale in piena sbornia non aveva capito nulla della situazione.

“Ma… come ti permetti? Mio figlio è giovane, può tornare quando gli pare! E poi è un runner!”

A quella parola, Jorge si riscosse completamente.

“Tuo figlio non sarà mica… Roberto il runner?”

Sia el pipa che Cecilia si squadrarono colmi di panico, per poi venire interrotti da Roberto che si mise le mani sulla bocca, intuendo cosa fosse successo fra sua madre e il signor Gutierrez.

E la lavatrice continuava a girare…

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