La Ropa Sucia/055

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Raquel era tutta contenta, un raggio di sole nel triste e spartano salotto dove i Garcìa cenavano di solito. Per dire, non avevano nemmeno i grandi candelabri di cristallo, ma solo delle candele stoppose.

Erano davvero ricchissimi, ma la loro ricchezza era ben custodita. Era opinione di Javier che non era possibile essere ricchi se si spendevano soldi, perciò la loro avarizia andava di pari passo con l’aumentare dei loro capitali.

Javier sposò dunque Emilia, tirchia quanto lui, in una cerimonia ridotta ai minimi storici, nella cappelletta di Villa Nueva, alla presenza dei soli testimoni, del parroco e del chierichetto di turno quel giorno. Se non fosse stato per un piccolo trafiletto sul giornale il giorno dopo, non si sarebbe mai saputo.

Il clima teso e malinconico delle sere tipiche dei Garcia veniva dunque turbato dai sorrisi e dalle risatine della loro unica figlia. Infine, persino Javier si arrese e fu costretto a chiedere, sollevando il suo sguardo dalla pastina col burro che stavano mangiando: “Che succede, figlia, per essere così giuliva? Non vedi che il mondo fa schifo? Le guerre, le pestilenze, i soprusi… tutto questo non ti basta per non sorridere?”

Raquel scosse la testa. “No, padre mio, perché ho conosciuto un uomo”

Javier e Emilia si guardarono in apprensione. Se Raquel conosceva un uomo, voleva dire che era in età da marito, il che voleva dire spendere soldi per la dote.

“Ma… sei sicura? Non è che forse ti sta prendendo in giro?” chiese Javier.

“Gli uomini, tranne tuo padre, sono tutti idioti. Tutti.” Affermò Emilia. Lei stava mangiando una carota appassita. “Inoltre, tu vuoi farmi credere di aver trovato un uomo idiota proprio qui, a Villa Nueva? Ma non farmi ridere… anzi, non farmi ridere, ché l’inflazione ci sta dissanguando”

In effetti i Garcia erano esageratamente ricchi, forse erano fra le prime tre famiglie più ricche dell’Argentina.

Raquel fece spallucce “Eppure, l’ho trovato. Ricordate il ragazzo che mi ha mollata proprio ieri? Adesso Fernando lo sta sostituendo nella maniera migliore che possa fare”

“L’hai conosciuto per un giorno. Chi mi dice che già non ti abbia dimenticata?” chiese il padre, sperandolo intimamente. Poi Emilia intervenne.

“Javier! Hai sentito il nome?”

Javier fece caso al nome. “Raquel, hai detto Fernando? Fernando Espimas?”

Raquel pensò intensamente. Aveva detto il suo cognome?

“No” rispose lei. “O meglio, non mi ha comunicato il suo cognome. Quanti Fernando ci possono essere a Villa Nueva?”

“Già, quanti?” disse Emilia. “C’è mio fratello, ad esempio. Tuo zio non ti ha mai conosciuta, quindi potrebbe anche starci che ti abbia rubato un bacio, dato che non vi conoscete. Però, fra le mie conoscenze, spunta anche un terzo Fernando… non è che per caso è calvo con un foruncolo sul naso adunco?”

“No! Che schifo! Era bellissimo!”

“Ah, allora mi sa che è morto”

C’era da dire che Emilia conosceva anche un altro Fernando, ma non poteva, non poteva essere… lui. Lui non esisteva, così come la sua famiglia, e non lo nominò nemmeno.

Nel frattempo, a Rio de Janeiro, il carnevale stava per iniziare. Una moltitudine di luci, colori e ballerine erano pronti per infestare la città per giorni e giorni.

Catalina era emozionata quanto nuda, dato che la rivestiva in quel momento solo un lenzuolo bianco, e accanto a lei c’era Guillermo, che fumava una sigaretta.

“Quindi dovrò ballare con i colori verde e oro anche se sono argentina?” chiese lei, arruffata e assonnata.

“Sì… forse” rispose Guillermo, il quale era riuscito a ottenere quel che voleva. Lo aveva anche fatto sapere a certi suoi conoscenti, che vivevano in un locale buio e osservavano tutte le mosse degli abitanti di Villa Nueva.

Colui che chiamavano “il boss”, o anche “Sire” riuscì a spezzare una matita, quando lo seppe.

“Inoltre, mio sire” disse un tizio in nero, che si limitava a guardare lo schienale della poltrona “Fernando Espimas ha baciato Raquel Garcia”

“Va bene. Forse non avremmo dovuto concentrarci sui due matrimoni che stanno per arrivare” disse il boss, riferendosi ai matrimoni delle figlie dei Sanchez. “Sorvegliate i Garcia. È molto semplice, non hanno nemmeno un antifurto”

“Ma hanno un cane idrofobo da guardia”

“Bazzecole”

E la lavatrice continuava a girare…

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