La Ropa Sucia/061

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Purtroppo le parole di Rosa lasciarono un segno indelebile negli Espimas, i quali rimasero molto delusi quando videro la loro figlia, che poi non era la loro figlia, salire sulla limousine di quelli che sarebbero dovuto essere i suoi genitori. Peraltro, nemmeno la loro vera figlia, Clara, aveva voluto rimanere con loro, preferendo i Sanchez.

“Credo che sia per via della lavatrice” affermò Benjamin, che ridacchiando, corse via a giocare.

E tutti gli Espimas rimasti seppero che le parole del bambino erano vere.

Carlos e Martina non potevano certo competere con una famiglia che aveva una lavatrice, quindi si abbracciarono, sapendo comunque di aver svolto un ottimo compito.

“Dici che ce ne serve una?” chiese Martina al marito, cullandosi fra le sue braccia.

“Non dire stupidaggini” rispose lui. “Non ci abbasseremo al livello dei Sanchez solo perché Rosa ci ha voltato le spalle”

Se gli Espimas non erano più così nutriti, i Sanchez stavano per aggiungere un nuovo elemento in famiglia.

“Vedrai, noi Sanchez non siamo così poveri come abbiamo fatto credere” disse Gonzalo, facendo vedere a Rosa la casa.

“E soprattutto io sono la padrona di casa, così non ci sono nemmeno sgravi fiscali” aggiunse Marìa, la quale però non aveva idea di cosa volesse dire sgravi fiscali.

“Ah, capisco” disse Rosa. Poi guardò intensamente i suoi nuovi genitori, ovvero quelli naturali.

“Sentite, io… voglio chiedervi una cosa”

“Certo, dicci pure!” esclamò Violetta, contenta di avere una terza figlia.

“Io… io voglio vedere la lavatrice!” esclamò Rosa. “ne avete una, no? Io non so neanche com’è fatta!”

Sia Gonzalo che Violetta si scambiarono preoccupati uno sguardo. Che avessero fatto il passo più lungo della gamba nell’accettare quella che è stata una verità nascosta per anni e che forse sarebbe dovuta rimanere tale?

Nel frattempo, asl boss degli omini in ero sfuggiva qualcosa.

“Come mai nessuno si è accorto dello scambio delle culle?” chiese il boss ai suoi sottoposti.

“Non lo sappiamo, sire. Voi stesso non eravate nemmeno cavaliere a quei tempi”

“Certo, è ovvio che non mi riferisco agli anni in cui Clara e Rosa sono nate… ma ad oggi. Nessuno si è mai accorto che Clara Sanchez somigliasse a Martina Espimas, ad esempio, e questa mancanza la imputo a voi”

Seguì un momento gelido, intriso di sensi di colpa.

“Non importa, se mi metto a sindacare su tutte le vostre mancanze il piano non andrà mai avanti” disse il boss, sospirando. Era uno dei suoi pregi, quello di non alterarsi mai e parlare sempre e solo con un’unica tonalità. “Continuate a vigilare, perché sta per succedere qualcosa”

In effetti, Gonzalo aveva appena risposto a Rosa: “Non sei ancora pronta per poterla guardare” disse. “Piuttosto, devo dirti una cosa molto importante, visto che sono tuo padre”

“Certo, dimmi. Immagino che tu ne abbia di cose da dirmi, in più di vent’anni di esilio in mezzo ai puzzolenti Espimas. So che non è colpa tua, ma…”

“Gli Espimas sono ricchissimi, e dai” li difese Clara, sorprendendosi delle sue parole l’attimo dopo.

“Comunque” tagliò corto Gonzalo “Io non sono figlio naturale di nonno Sanchez, ma figlio del viejo Gutierrez. Il che significa che sono zio del tuo fidanzato, il che fa di lui tuo cugino”

Rosa pensò al loco e le cadde la mascella a terra.

E la lavatrice continuava a girare…

2 pensieri su “La Ropa Sucia/061

  1. Ora mi faccio anche io uno schemino con le famiglie così non mi confondo; hai creato legami familiari che nemmeno in Game of Thrones ahah complimenti xD

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