La Ropa Sucia/065

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C’era una volta Javier Garcia, un uomo ricchissimo ma molto tirchio, al punto da scegliere di vivere come un pezzente. Egli era sposato con Emilia, la quale era più tirchia di lui.

“Come siamo tirchi, noi” aveva detto Javier al primo appuntamento, ed Emilia aveva risposto “Talmente tirchi che adotteremo una bambina, invece di averla noi”

Si tenevano per mano, seduti sul reciproco sgabello, le finestre chiuse. Una candela molto consumata stava esalando gli ultimi respiri.

“E sia” rispose Javier, prima di baciare Emilia.

Fu così che, una volta giunti all’orfanotrofio, adottarono Raquel, ma quell’evento fu cancellato dalle cronache.

Adesso, due decenni dopo, o circa, Raquel aveva chiesto a Fernando quanto fosse vero il fatto che lei in realtà proveniva da un orfanotrofio.

“Dobbiamo innanzitutto andare a vedere all’orfanotrofio” disse il primogenito degli Espimas, con la mente occlusa dalla bellezza infinita della sua nuova compagna.

Nel frattempo il Carnevale di Rio, a Rio, era finito, e Catalina Salcido aveva finito di rendersi ridicola davanti ai brasiliani. Aveva sfilato per giorni interi, su quel carro coloratissimo, ma adesso aveva tantissimi soldi, per quanto era stata pagata.

Catalina sospirò. “Guillermo caro” disse, una volta tornata in albergo, con il nuovo compagno che era sempre nudo, da quando stava con lei “adesso cosa mi farai fare? Un servizio fotografico Una sfilata di alta moda? Un…”

“Adesso” disse Guillermo, controllando su un’agendina “torniamo a Villa Nueva. Sei stata invitata, tu con i tuoi, al matrimonio di José Riquelme e Adele Sanchez, che si terrà… domani”

“DOMANI? Accidenti, hanno fretta! Non è che Adele sia incinta?” chiese Catalina. “Certo che José è proprio stupido”

“Oltre che stupido, è anche un deficiente” aggiunse Guillermo.

“Un imbecille patentato come pochi se ne trovano” concluse Catalina. “Tuttavia, andremo a Villa Nueva a vedere questo matrimonio. Ci saranno tutti, penso”

“Oh, sì” rispose il suo manager “persino i Garcia sono stati invitati. Non verranno, ma sono stati invitati”

Catalina scrollò le spalle. Non le interessava granché di quella coppia.

Insomma, si limitò solamente a prendere l’aereo e a tornare a casa, in quel villaggio sperduto le cui acque si erano agitate con l’avvento dell’estate.

In quello stesso istante, cioè nel momento in cui Catalina mise piede sul trabiccolo che l’avrebbe riportata in patria, Pedro tornò fuori dallo studio di Marìa, la procace giardiniera. Era bianco in volto, i capelli scompigliati e tremava.

“Ho scoperto… ho scoperto la verità”

“Ma cosa puoi avere scoperto, smettila!” esclamò Clara Sanchez, che poi era Espimas, passando di lì e non degnando il fratello di uno sguardo.

“E invece ho scoperto che… la lavatrice… la lavatrice…” e svenne. Ma che cosa era successo dentro quella stanza?

Non si sapeva, ma solo una cosa era certa: la lavatrice continuava a girare…

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