La Ropa Sucia/068

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Alfonso Sanchez si sentì tutti gli occhi addosso. Non era il tipo che si imbarazzava, tutt’altro, visto anche il lavoro che svolgeva a Cordova, ma sapere che la sua verità personale era stata appena sbandierata ai quattro venti in quel modo… lo infastidiva, come se avesse perso qualcosa di importante che era stato tento segreto.

“Oh, caro!” esclamò Catalina Salcido, dal suo posto accanto a lui. “È così? Sei stato abbandonato dalla famiglia?”

“Sì” rispose lui, davanti alla chiesa, la cui cerimonia del matrimonio era stata palesemente interrotta. “Ma ci tengo a precisare che di cognome non faccio Sanchez… ma FERNANDEZ, esattamente come il tipo che è stato cacciato in malo modo. Infatti, sono figlio solo di Violetta!”

“Vogliamo proseguire il matrimonio o no?” incalzò Sofia Riquelme. “È assurdo che si dia credito a due fanfaroni. Questa è la casa di Dio, perdinci! Padre, mi meraviglio di voi, inoltre!”

“Eh?” il prete chiamato ad officiare la celebrazione si era distratto, sconvolto da tutte quelle dichiarazioni. A suo modo di vedere, c’erano un sacco di infedeli venuto ad assistere un sacro vincolo. “Ah, sì… preghiamo”

Mentre la funzione proseguiva, tutti si rivolsero ad Alfonso, facendosi spiegare cosa era successo, e perché aveva tirato in ballo Violetta. Il fedifrago era Gonzalo, non certo la povera donna!

Anche Clara lo chiese alla madre, dall’altra parte dei banchi. Violetta sospirò.

“Ha ragione. Sono entrambi miei figli. Sono gemelli” spiegò a Gonzalo. “Tu… continuavi a tradirmi, e ancora e ancora, al punto che non ce l’ho più fatta e sono andata a frequentare un altro. Un certo Gastòn Fernandez, ricco proprietario terriero di Cordova. Adesso hanno entrambi sedici anni e sono giunti qui per reclamare una vita felice”

Clara prese la mano di quella che era stata sua madre per tutta la vita, cercando di consolarla. Lei si sentiva una Sanchez in tutto e per tutto, anche se in realtà era una Espimas. Ma si sa, i figli sono di chi li cresce.

Alla fine, il prete giunse alle fatidiche domande.

“Vuoi tu, José Ezequiel de la Vega Riquelme, prendere la qui presente Adele Rosa Marìa del Rosario Sanchez come tua legittima sposa? Ed amarla, ed onorarla, nella gioia e nel dolore, finché morte non vi separi?”

“Sì, lo voglio con tutto me stesso” rispose lui, una certa luce maniacale negli occhi.

“Vuoi tu, Adele Rosa Marìa del Rosario Sanchez prendere il qui presente José Ezequielò de la Vega Riquelme come tuo legittimo sposo?”

“Lo voglio! Possa egli far crescere il mio bambino” rispose lei, per poi sbiancare e mettersi la mano in bocca

Il prete sbiancò allo stesso modo: “COME OSATE SPOSARVI DOPO AVER PROCREATO? PRENDETE IN GIRO NOSTRO SIGNORE? IL MATRIMONIO È ANNULLATO!”

Detto quello, interruppe la celebrazione e se ne andò, seguito dai suoi accoliti, senza aver dichiarato ufficialmente marito e moglie nessuno.

I due quasi sposi si guardarono imbarazzati e la lavatrice continuava a girare…

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