La Ropa Sucia/080

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Roberto, l’aitante runner, tornò a casa con un segreto nel cuore, segreto che però non gli pesava.

Gli era stata data una divisa nera e diversi costumi di scena, che gli permettano di camuffarsi in qualsiasi cosa lui volesse, che fosse un soprammobile o un semplice parallelepipedo.

“Mamma, sono a casa!” esclamò lui più alla casa che a sua madre.

“Oh, eccoti”

Roberto represse un brivido di disgusto. Non era ancora del tutto abituato a quella voce. Inoltre, era davvero insopportabile da sentire e si chiedeva come mai la sua ex moglie non lo avesse lasciato prima.

Una volta aver pensato a questo, si chiese perché sua madre avesse messo gli occhi su di lui.

Pipa

“Chiamami papà” lo corresse Jorge Gutierrez, il quale era seduto sulla poltrona preferita dell’aitante runner, intento a versare un po’ di vino che chissà quando aveva comprato, visto che sia lui che sua madre erano astemi. “Comunque, tua madre non c’è”

“L’avevo capito” rispose lui. “E dove sarebbe andata?”

“Sei per caso un mammone?”

“Sei per caso un fallito?”

El pipa si alzò, sovrastando il ragazzo. Puzzava di alcool. “Ma lo sai che mi incuriosisci? Sei sempre lì che corri, corri e non vai da nessuna parte. Che cosa cerchi? Chi cerchi? Perché cerchi?”

Roberto svenne, a causa dell’odore di alcool.

Nel frattempo la situazione a casa Garcia si era appianata. Catalina e Guillermo tolsero il disturbo, lasciando Javier alle prese con suo fratello.

“Fratello… non avrei mai creduto di averne uno” commentò Javier, con ancora la carabina in mano. Aver fatto l’aguzzino gli era anche piaciuto, ma adesso non credeva fosse possibile farlo con l’energumeno che gli stava di fronte.

“Chi trova un tesoro trova un fratello” fece Romàn. “E ricordati che siamo fratelli adottivi, peraltro. Hai fatto il gradasso in questa casa per tutti questi anni e adesso è tempo che io riprenda in mano le sorti del mondo”

Fece una pausa per guardarsi attorno.

“Che puzza di muffa”

In quello stesso istante, anche Diego Sanchez annusò il forte odore di muffa della sua cella. Poi si rivolse al prete.

“Padre, che cos’è il peccato?”

Il prete, che ancora non sapeva perché fosse stato rapito, rispose serafico “Non aver presieduto la funzione del matrimonio segreto. Ci sono due povere anime sposate in segreto, a Villa Nueva”

Diego sgranò gli occhi e una goccia di umidità gli cadde su quello destro, così sembrava che stesse piangendo.

Anche Clara Sanchez stava piangendo nel giardino della villa di casa sua, ascoltando le effusioni dei suoi stessi genitori. Improvvisamente, le venne in mente che in effetti c’era qualcuno con cui parlare, uno che fino a quel momento era rimasto fuori dalle grandi trame del mondo.

“Pedro… PEDRO! Vieni qui, ho bisogno di parlarti!”

Pedro venne immantinente.

“I nostri genitori si stanno scambiando effusioni!” esclamò Clara in preda al nervosismo.

Pedro, il quale era sopraggiunto in accappatoio e con metà della barba coperta di schiuma, sgranò gli occhi e una goccia di pioggia gli cadde sull’occhio opposto a quello colpito da Diego. In quel frangente, capì molte cose di tanti misteri, come ad esempio dove fossero finite le sue ciabatte.

E la lavatrice continuava a girare…

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