La Ropa Sucia/085

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“Non capisco il motivo di rapire anche Riquelme e Sanchez. Se continuiamo a rapire persone, la gente capirà che ci stiamo muovendo nell’ombra, e che quindi non ci muoveremmo più all’ombra ma alla luce del sole” commentò l’uomo dietro la poltrona, una volta appreso che Roberto aveva rapito gli sposini.

“Sì, ma è la luce del sole che crea l’ombra” obiettò Roberto.

“Giusto… è vero. Sei davvero saggio” disse lui, congedando Roberto. Tuttavia, l’uomo dietro la poltrona era tormentato. Aveva già quattro pedine e la cosa non poteva essere ignorata. In ogni caso, non sapeva nemmeno che domande porre loro, quindi decise di optare per l’anello, nel frattempo che aspettava nuovi sviluppi da parte di Diego Sanchez e il prete suo compagno di cella. Avevano acceso un colloquio davvero interessante e inaspettato. A volte non serviva spiare il paese, le cose succedevano pure nella sua tana.

Nel frattempo, i Sanchez erano in fibrillazione nel frattempo che arrivava la loro figlia da Parigi.

“Chissà che hanno fatto a Parigi!” esclamò la madre di Adele.

“Chissà che non hanno fatto a Parigi, se capisci cosa intendo” rispose il padre, mentre leggeva il giornale. Non gli era andato giù che il nuovo genero fosse impotente.

“Che poi” disse Violetta “perché dovremmo credere alle parole dei Fernandez? Voglio dire, hanno fatto irruzione nella chiesa e hanno spiattellato quella che per loro è una verità, ma la verità ha mille forme e colori”

“È la prima cosa sensata che ti sento dire, nuora” interloquì la perfida Ana Lucia.

“Grazie, suocera” rispose Violetta.

“Beh, guarda solamente come lo hanno detto, fermando persino una cerimonia nuziale per tirare fuori ciò che avevano dentro” obiettò Gonzalo. “Poi, dopo qualche ora, el viejo muore –mamma, non piangere – e il suo anello viene ritrovato nella tasca di Fernando Espimas, il quale ha fatto perdere le sue tracce. Probabilmente ha rapito Raquel Garcia, per quel che ne sappiamo”

“A proposito di rapimenti” interloquì Violetta “perché ancora nostra figlia non è tornata?”

“Oddio!” esclamò Clara Sanchez, che non aveva niente da fare se non rivelare i segreti altrui. Da quando aveva formulato la teoria sull’anello di Espimas, adesso sfornava teorie su teorie, tutte peraltro inattaccabili. “Non ditemi che è andata nell’Ala Est della Villa dei Riquelme?”

Pedro sudò freddo. Stava vestendosi, finalmente, dopo essere stato rapito mentre faceva la toeletta mattutina. Poi aggiunse “Manca anche Diego. Lo so perché Marìa, la nostra procace giardiniera e padrona di casa, non si vede da un po’”

“C’è qualcosa di strano fra i Sanchez” obiettò Rosa, la chica formosa, che poi si corresse “Voglio dire, nella nostra famiglia”

Non era pentita di aver abbandonato gli Espimas, ma era un po’ preoccupata per quello che era stato suo fratello per tanti anni. Perché rapire Raquel Garcia? Perché tenere l’anello? Tutto quindi riportava alla casa che aveva appena abbandonato, paradossalmente.

Pensato quello, si alzò e andò proprio a casa Espimas, dove tutti si lambiccavano per le stesse domande che aveva appena ascoltato.

“Fernando, Fernando… dov’è finito?” si chiedeva lei, senza sapere che Fernando era in una casupola appena fuori Villa Nueva, che giocava con Raquel, che scherzava con lei, cucinava e faceva l’amore, in una bolla d’amore che nessuno, a parte un vecchio lampadario installato chissà quando, poteva testimoniare.

E la lavatrice continuava a girare…

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