La Ropa Sucia/087

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“In realtà” tagliò corto Romàn “tu sei stato adottato”

La rivelazione di Romàn Garcia raggelò sia il destinatario che la moglie.

Javier non volle crederci. “Ma tu… chi sei?”

“Il tuo fratellastro” ripeté Romàn. “Peraltro, se non mi credi, perché non andiamo a prendere la busta che c’è in biblioteca?”

Così, senza dire altro, si avviò verso la biblioteca, dimostrando che conosceva molto bene la casa, con sommo sgomento degli attuali inquilini.

“Mi sono allontanato, e ho fatto fortuna” disse, più a se stesso che a Javier. “Tu invece la fortuna ce l’hai e la nascondi, negando a tua figlia anche un gelato. Che cosa ti ha fatto il denaro?”

Javier, toccato nell’intimo, rispose “Basta che fai vedere che sei arricchito che ti chiedono tutti sodi”

“Vero, vero” rispose Romàn. Arrivarono in biblioteca e, con somma perizia, Romàn prese il libro intitolato Venticinque modi per dire ciao senza vocali ed estrasse un foglietto.

“Guardate qui, è decisamente la mia calligrafia” disse lui. “Avevo scritto che lo scrigno sarebbe appartenuto a qualcuno di meritevole, ma a quanto pare non lo è nessuno. Peccato, mi aspettavo tante cose da questi soldi”

Si interruppe.

“Tu hai una figlia, vero?”

Javier si sentì scoperto: “Cosa c’entra la mia amata Raquel con…”

“No, perché il mio foglio è nella pagina sbagliata del libro. Io lo avevo infilato a pagina novantasette, ma adesso il foglio l’ho trovato a pagina duecentoventisei. È chiaro che qualcuno ha letto, e non puoi essere stato tu”

Si interrupe di nuovo, guardando con odio il fratello.

“È evidente che ho trovato qualcuno di meritevole”

Si maledisse perché non poteva tornare indietro con la sua promessa e aveva per un attimo pregustato quello scrigno incredibile.

Nel frattempo, a villa Riquelme, quattro ragazzi erano giunti al cospetto di Sofia e Ezequiel Riquelme.

“Cosa volete dall’Ala Est della Villa?” chiese il padre di José, affranto per colpa di quanto scoperto laggiù.

“La verità” rispose Ramòn Fernandez, guardando l’interlocutore con aria di sfida. “Tu sei Ezequiel Ricardo Riquelme, vero? Nato il diciannove aprile del 1938, vero? Hai una collezione di tappi di bottiglia nascosta sotto il letto. E chi abbiamo qui? Sofia Rosa Silvia Riquelme, nata Perez il ventotto agosto nel 1941, la quale ha tradito una volta e mezzo il qui presente Ezequiel, quando la quaresima del 1980 aveva giurato di non toccare dolci eppure ne ha mangiato uno”

“Ma… ma…” la coppia era terrificata.

“Adesso voglio la verità sull’anello, e so che è nascosta nell’Ala Est della vostra villa”

Ad Ezequiel non rimase altro di dare le chiavi a quel ragazzo, pensando al bombolone alla crema che Sofia aveva propriamente mangiato qualche giorno prima della settimana santa, proprio alla fine della quaresima del 1980.

Avrebbe dovuto essere suo.

Era buonissimo.

I quattro entrarono nell’Ala Est e cercarono ovunque, persino dentro i secchi di vernice, pur di trovare quello che cercavano. Alfonso Fernandez imparò in poche ore tutto il mestiere del muratore e alla fine trovò un vecchio documento.

“Eccolo qui” annunciò rivolto al fratello, ma lo sentirono anche i fratelli Gutierrez che si avvicinarono.

Nozze proibite a Villa Nueva: el viejo ha sposato la bella Ana Lucia in gran segreto. Ci chiediamo come mai i due pezzi grossi del paese, rivali, abbiano deciso di unire i loro destini accettando di amarsi”

“È proprio vero… sono stati sposati. Allora tutta Villa Nueva è una bugia?” chiese el loco.

“No” ribatté secco Ramòn Fernandez. “Voi siete parenti di Pedro Sanchez, colui che ha fatto partire la lavatrice”

I due fratelli inspirarono rumorosamente e persino un secchio di grigio cadde, facendo rovesciare quell’impasto ovunque.

E la lavatrice continuava a girare…

2 pensieri su “La Ropa Sucia/087

  1. Adoro il fatto che il viejo si chiamasse viejo anche quand’era più giovane ahah
    Queste famiglie sono un vero disastro, tutti imparentati tra loro! (come ogni telenovela che si rispetti).

    "Mi piace"

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