La Ropa Sucia/088

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Diego Sanchez non si dava pace.

“Adesso me lo dici?” chiese per la ventisettesima volta al prete.

“No” rispose quello. “Inoltre, tu devi confessarti. Stai mentendo ai Sanchez… perché?”

Diego non si chiese nemmeno come mai quel sacerdote sapesse che di cognome non faceva Sanchez. Ormai a Villa Nueva i segreti non erano più tali. Anzi, quasi si aspettava che quel prete si alzasse e gli dicesse di essere il suo vero padre, come aveva fatto un lord vestito di nero in un film visto al cinema qualche anno prima.

“Non lo so” rispose Diego, frustrato. “So solo che Marìa, la procace giardiniera, è… formosa e mi ha fatto perdere la testa”

“Quindi l’hai soffiata al tuo fratellastro, che poi ti è totalmente estraneo”

“Esatto” disse lui.

“Va bene, però lascia che ti dica una cosa…” iniziò il parroco, quando improvvisamente caddero a terra due corpi, spinti da un’ombra nera, che poi richiuse subito la porta.

“Ma tu sei Adele! E tu sei José! Come mai siete qui?” chiese Diego, sconvolto.

“Siamo stati rapiti” annunciò Adele, sconvolta ma ancora lucida. “Il che spiega come mai qualcuno non vuole che la verità non venga a galla, e so anche chi”

“Chi?” chiese Diego, avido di sapere. Gli bastava una risposta, una sola, dopo tutte quelle domande.

“Roberto Mendosa, l’aitante runner” disse Adele. “È diventato un criminale, e lo fa perché sua madre frequenta el pipa, noto alcolista”

Adele aveva letto qualche settimana prima un articolo su una rivista scandalistica in cui si diceva che el pipa riusciva a bere dal naso, che poi, prominente com’era, non stentava a crederlo.

“Pazzesco” commentò il prete, che fino a quel momento era rimasto in un silenzio sbigottito. “E mi sono anche dimenticato cosa dovevo dire a Diego”

Nel frattempo i due fratelli Gutierrez si erano appena resi conto di essere imparentati con Pedro Sanchez. Non restava che andare a villa Sanchez e chiedere conto della verità.

“Ci andremo da soli, voi Fernandez è meglio che non ascoltiate” disse el tiburòn, non avendo capito proprio nulla di quanto detto.

Perplessi, Ramòn Fernandez disse “Allora noi andiamo, abbiamo affari urgenti da sbrigare a casa”

Che era quello che voleva el tiburòn, così non ci fu nessun equivoco e ognuno prese la propria strada, lasciando da soli i coniugi Riquelme, nel buio silenzioso dell’Alla Est della villa.

Ciò che nessuno sapeva era che a villa Sanchez non si respirava una bella aria: nessuno aveva ancora aperto le finestre dal giorno prima.

Inoltre, tutti gli inquilini erano in ansia perché Adele e José non erano ancora tornati da Parigi e, dopo aver vissuto tanti anni col magone e la paura degli aerei a causa del regime, avevano ragione a preoccuparsi.

“Chissà dove sono finiti” si chiese Violetta, così andò a vedere in commissariato se sapevano qualcosa. Ecco perché, quando i due Gutierrez arrivarono in villa, trovarono solamente Gonzalo, Clara Sanchez e la nonna Ana Lucia, proprio colei aveva rubato il cuore a nonno Alfio, che giaceva a sei metri sotto terra.

E la lavatrice continuava a girare…

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