La Ropa Sucia/096


Immagine

“Eccoci qua” disse el loco Gutierrez.

Gli Islas videro Villa Nueva per la prima volta: un agglomerato di casette, una piazza centralissima, la chiesetta e un sacco di ville che erano poste limitrofe alle case popolari. Nello specifico, la nuova famiglia andava ad abitare in via Gothards Fridrihs Stenders numero dieci, una via che tagliava in due Villa Nueva stessa e che partiva dalla periferia, in un’abitazione abbastanza vicina alla casa degli Espimas. Era senza cancellata, il portone si affacciava naturalmente sulla strada, introdotto solo da un paio di gradini.

“Bello qui” commentò Analisa, osservando la pianura e gli alberelli. “Non c’è proprio niente”

“Forse no, ma se tu noti lì in fondo c’è la casa degli Espimas” rispose el loco. “Si dice che dentro abiti uno spettro”

La ragazza guardò elettrizzata suo fratello, che ricambiò lo sguardo elettrizzato. Forse avevano trovato un motivo per restare!

“La servitù ci ha già installato tutti i nostri effetti personali, vedo” commentò soddisfatto il signor Islas, vedendo che tutto era già pronto nella tenuta. “Ci rimane solo da installare una staccionata per delimitare la nostra proprietà. Ti ringrazio, giovanotto, per i tuoi servigi. Da soli ci saremmo persi in questa campagna immensa”

Detto quello allungò al loco una banconota.

“Ma… ma è inaudito! Io sono un Gutierrez! Una delle famiglia più ricche e potenti non solo di questo schifo di paesino, ma dell’Argentina tutta! Il nostro blasone è riconosciuto e venerato da moltissime famiglie vassalle! Come osate allungarmi una banconota come se fossi un morto di fame? Sono alquanto enojado!” e andò via a piedi, lasciando gli Islas da soli.

“Uno spettro nella casa accanto, gente che si scandalizza per soli dieci dollari, infinite distese di terra da colonizzare… sì, Villa Nueva è stata la scelta migliore” disse Analisa, che dapprima poco convinta adesso sembrava nata e cresciuta in quelle terre.

Nel frattempo, Catalina Salcido e Clara Sanchez, che poi era Espimas, passeggiavano insieme in un’altra via poco lontana, quella intitolata al teologo Jacob Christian Schaffer; che per inciso tagliava Villa Nueva ad incrocio con la via dove abitavano gli Islas.

“Certo che Villa Nueva vista da qui è proprio fantastica” stava dicendo Clara, che aveva abbandonato ogni cognome ed era alla ricerca di se stessa. Era bastato un mancato invito a un banchetto di nozze che era entrata in crisi.

“Già” rispose Catalina. Con Guillermo era tutto fermo, non stava sfilando più e per di più, nonostante il boom iniziale, il suo calendario aveva fermato le vendite improvvisamente. Forse, perché mancava gennaio.

Le piccole casette splendevano alla luce del sole. L’estate in piena pampa era magica, quasi… calda, in un certo senso.

Improvvisamente, entrambe le ragazze, che stavano osservando sedute quello spettacolo a metà fra concezione umana e natura, vennero rapite.

Qualche minuto dopo, per quella stessa strada passò Fernando Espimas, il quale stava andando a casa sua, per la prima volta dopo parecchi giorni.

“Madre! Padre!” esclamò, con ancora una certa distanza dalla tenuta di famiglia. “Io amo Raquel Garcia! È una ricca ereditiera dal sangue blu! Io l’ho visto, si è tagliata con un ago! Adesso, con questo anello, io la sposerò!”

L’aveva detto urlando, era pure sceso dalla macchina senza parcheggiare e correndo si era rivolto alla casa di famiglia.

Ancora ansimante, vide aprirsi una persiana. Era Carlos Espimas, suo padre.

“Perché non la sposi, allora? E non urlare, svegli il fantasma”

“Quale fantasma?” chiese Fernando.

“Il fantasma che el loco Gutierrez ha raccontato essere nella nostra villa per convincere la bellissima Analisa Islas a rimanere a Villa Nueva”

Fernando volse lo sguardo ed effettivamente nella villa che prima era in vendita adesso quel cartello era sparito, con al suo posto la parola “Islas”.

Fernando si trovava con dei nuovi vicini e la lavatrice continuava a girare…

Pubblicità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...