La Ropa Sucia/107

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Nel frattempo che Adele Sanchez e José Riquelme andavano a sistemarsi nella loro nuova casa, fra le due famiglie c’era aria di tempesta.

Ezequeil Riquelme stava indagando, assieme al commissario, su qualcosa che avrebbe potuto portare i Sanchez alla rovina, così come questi ultimi stavano interpellando l’ufficiale di polizia per indagare sui rivali.

“Marìa!” esclamò improvvisamente Pedro Sanchez, dalla tana in cui era nascosto.

Marìa, che era nascosta in mezzo a molte pratiche e documenti che non riusciva a comprendere, alzò tutta se stessa per riuscire a vedere l’odiato interlocutore.

“Cosa vuoi, gelatina umana?”

Pedro si sentì spaccare il cuore. Nessuno lo aveva mai chiamato gelatina umana, e sì che ce n’erano motivi per poterlo definire così.

“C’è… un momento, ma perché dovrei sprecare il mio fiato a informarti di una cosa del genere, visto che mi tratti come se fossi un panno sporco?”

“Oh no, mio caro Pedro” ribatté velenosa. “Non ti sto trattando come tale. Ti sto trattando come una pianta secca e morta che non vede l’ora di essere gettata nel fuoco come meriterebbe!”

Pedro strinse i pugni, trattenendosi nello schiaffeggiare la procace giardiniera, ma lei non aveva ancora finito di insultarlo.

“Non vali un centesimo di tuo fratello Diego”

“Mio fratello Diego… il mio decantato fratello che viene da chissà dove, e chissà come mai è figlio di una relazione clandestina di mio padre, eh?” disse Pedro, carico d’ira. “perché non lo chiedi a lui, cosa è successo, eh? È all’ingresso, che ti aspetta alla porta!”

“Oddio, davvero? Dio sia lodato!” esclamò Marìa che, rovesciando tutte le carte dal tavolo, lo scavalcò e si precipitò subito verso di lui, inciampando anche sui alcuni cani che stavano cercando di salire le scale.

“Diego! Dieguito!” esclamò Marìa.

Diego era puzzolente, sporco, con una certa barba, ma sorrideva e stava allargando le braccia, là dove due moscerini stavano venendo fuori dalle ascelle pezzate.

“Eccomi. Sono tornato. Sei pronta per amarmi?”

Marìa gli si gettò fra le braccia.

“Oh, mì corazòn” disse lei. “Non importa se fai puzza! Non importa dove sei stato, cosa hai fatto o se ti piacciono le biciclette! Io starò sempre contigo!”

“Ma a me piacciono le biciclette” osservò Diego, perplesso. Marìa lo guardò sgranano gli occhi.

Nel frattempo,  nel caos che stava succedendo a Villa Nueva per aver ritrovato due dispersi senza l’aiuto della polizia che in altre faccende affaccendata, nella piccola chiesetta di Villa Nueva stava succedendo un evento colossale, ignorato dai più e proprio per questo importante.

Il prete, che si era dato una ripulita, era veramente contento di poter tornare a celebrare e di unire a nozze due anime così tormentate.

“Era da settimane che volevamo sposarci!” esclamò Clara.

“Così per testimoni avete scelto Lionel e Conchita?” chiese il parroco, prima di iniziare. Erano solo loro cinque in tutta la chiesa, più due chierichetti che, presi dalla strada e spaventati avevano subito accettato quel difficile incarico. Stava di fatto che Lionel e Conchita erano agguerritissimi nella loro fede: andavano ogni giorno in chiesa ed era ovvio che Clara e Miguel avessero scelto loro come testimoni di nozze.

“Allora, sposatevi che devo finire di accendere i lumi!” esclamò Conchita, l’anziana addetta ai lumi.

“Beh, mi sembra che siano d’accordo” disse il sacerdote. “Dunque vi dichiaro marito e moglie, grazie ai poteri conferitomi dal Signore. Potete baciarvi, su! E devo dirvelo io?”

“Aaah, adoro la cristianità” commentò Miguel e baciò Clara. C’era da dire che Clara stessa non si era vestita del solito abito bianco, ama aveva una magliettina, che anche se bianca non rendeva comunque l’idea.

Però adesso si erano sposati. Uscirono in tutta fretta dalla chiesa, senza che nessuno tirasse loro del riso, e si diressero senza indugio allo studio del dottor Gonzalez.

Sembrava che fosse inaccessibile, data l’enorme mole di pazienti che al momento stava ricevendo. Alcuni erano addirittura appassionati di file da attendere, come ebbero a chiedere.

“E adesso come facciamo?” chiese Clara sconvolta.

“Faremo un viaggio di nozze” sorrise Miguel, facendo risplendere i denti perfetti.

Ma la lavatrice continuava a girare…

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