Intervista a Alice Jane: l’incontro del mare e della terra.

Torniamo all’angolo interviste. Oggi ho l’onore di ospitare, per il BlogTour in occasione dell’uscita del libro “L’incontro del Mare e della Terra“, l’autrice, Alice. 

Accolgo Alice nella mia stanza e la faccio accomodare, offrendole un ottimo servizio di biscotti, té e quant’altro.

È un libro che consiglio tantissimo, perché so bene come scrive Alice e quindi so quello che dico. Avevo voglia di farle qualche domanda e sono contentissimo che abbia accettato di sottoporsi a questo strano angolo.

  1. Chi è Farah?

Farah e Ondina sono parte di un intero: le ho inizialmente immaginate come lo yin e lo yang. Sono parti ed estremizzazioni romanzate di alcune parti del mio carattere. Farah è una giovane appassionata alla lettura. Legge troppo e vive troppo nelle sue fantasticherie: non ha una vera e propria percezione della realtà che la circonda. Inizialmente non è felice né triste: il suo umore dipende dalle sue letture. La malinconia, che nasconde negli occhi, nasce solo dal fatto che tutte quelle emozioni che legge non la colpiscono direttamente. Vive attraverso la lettura. Non è proprio una visione positiva della lettura a essere sincera, per quanto abbia vissuto questa fase in prima persona.

  1. Chi è Ondina?

Ondina è una sirena dal carattere diffidente e chiuso. Ondina è la notte e il gelo. La difficile vita che ha trascorso, l’ha portata a non mostrare e nascondere i suoi sentimenti. Ricordo un tempo in cui mi ero convinta di nascondere qualsiasi emozione che provassi. Ci sono riuscita per tre anni. Non penso di aver mai raggiunto “la forma perfetta”, però è una cosa davvero molto faticosa e dolorosa. Ne porto i segni ancora dietro e spesso mi è difficile dire quello che penso.

  1. Nel tuo libro si parla di catene, e di fuga da queste. È un tema che ti colpisce molto?

Mi piace spezzare le cose e poi ricostruirle. Le catene ti bloccano e non ti fanno crescere. Non dico che le catene sono sempre viste in maniera negativa ma penso che accettare una cosa senza capirla non ha alcun senso. A volte una persona ha la necessità di spezzare per poi ritrovare l’ordine. Ci sono delle eccezioni, ovviamente, sono contro la violenza e nessuno deve far del male all’altro, fisicamente e psicologicamente. Ma non credo nella definizione di “morale comune”.

  1. Qual è il momento in cui hai capito che avresti scritto questa storia?

Ho avuto un’immagine del mare nella mia testa. È la scena iniziale che ho descritto. Dopo ho costruito tutta la storia. Poi ho ripreso a leggere Andersen, qualche altra fiaba, ho fatto delle ricerche e ho ascoltato le canzoni Disney. Sono entrata completamente nell’atmosfera.

  1. Lo sai, questo è un blog comico. Raccontaci un aneddoto divertente su questa storia?

Non sono una persona molto comica, purtroppo! La cosa più divertente penso sia pensare a me cantare le canzoni di “La Sirenetta” della disney (in francese) e con la voce più stonata di questo mondo. Ma del tipo che non azzeccavo una nota nemmeno a pagamento.

Un’altra cosa divertente per me (meno per i personaggi) è quando penso a cosa scrivere. Perché sto tranquilla ad ascoltare musica e poi a un tratto arriva lì: l’idea malvagia. E spesso c’è anche una sorta di euforia in quella cattiveria, al punto che mi parte anche la risata tipica del cattivo “muahah”. Mi sento orribile dopo… un pochino.

  1. Quanto tempo hai impiegato per la prima stesura?

Ho iniziato la scrittura in contemporanea a “Il Suono del Rintocco”, il mio romanzo precedente. Quindi direi un anno e mezzo buono, più quasi un altro mezzo anno per le correzioni.

  1. Che cosa pensi del self-publishing?

Pubblico in self quindi direi che sono favorevole. Ha i suoi svantaggi, come tutte le cose. Bisogna occuparsi della pubblicità, della correzione, della cover… insomma molto lavoro affidato all’autore. È anche vero, però, che alla fine non sei “sottoposto” a nessuno e non ti ritrovi a firmare uno di quei contratti che sono delle prese in giro e su cui molte case editrici proliferano. È una strada difficile, anche perché molte persone non conoscono il mercato o non acquisterebbero mai niente. Ho letto molti self (li recensisco anche sul mio blog) e penso ci siano testi molto validi. Poi c’è da dire che non ho intenzione di fare della scrittura il mio lavoro. Mi piace e sto bene quando scrivo: ne ho un bisogno fisiologico. Però no, ho altri progetti quindi per me il self è una grande opportunità per esprimermi. Oltretutto quanti autori nel passato si autopubblicavano a loro spese? È un sacrificio che si fa, per me ne vale la pena. Poi chissà il futuro cosa possa riservare…

  1. L’Italia è un Paese che legge poco. Credi che ci sia spazio per gli autori emergenti?

Forse il mito del “l’Italia legge poco” andrebbe un po’ ridimensionato. Mi spiego. Vivo in una piccola città del sud. L’unica attività al centro che ha preso un po’ di forma è una libreria (un anno fa circa ne è aperta un’altra). Sono molto grandi per questa città: mi ricordo quando ero piccola che l’unica libreria che c’era, aveva la grandezza di un piccolo monolocale. Non vivo in una città particolare acculturata (tutt’altro) ma penso che questo evento abbia qualcosa di significativo. Quando passo davanti alla libreria, ci vedo sempre gente dentro ed è davvero l’unico posto dove la gente al centro va: nei negozi di vestiti, ad esempio, non c’è quasi mai nessuno. Il centro della mia città è abbastanza disastro e che qualcosa emerga e duri, ha un significato.

Oltretutto anni fa erano ricchi o benestanti che leggevano, oltre a permettersi i libri, sapeva leggerli. Forse è esagerato parlare di queste cose ma questo è per dire che in realtà non c’è mai stato un grande pubblico a leggere e, a nostro modo, stiamo crescendo. Rispetto agli altri paesi possiamo essere indietro, ma qui si legge, forse anche i libri “sbagliati” ma c’è molta gente che legge. Ci si indirizza alle cose sbagliate. Per gli autori emergenti è difficile per il fatto che vi è sempre una certa diffidenza nei loro confronti e chi acquista un libro di Pinco Pallino? Magari se ha vinto un premio “tizio&sempronio” che magari una persona non ha mai sentito nominatore, sidà più fiducia al libro. La persona pensa che, qualcuno più competente di lui, abbia fregiato il libro della propria approvazione. Si segue quello che va di tendenza e per questo la lettura che va (è andata e andrà) sarà sempre quella sull’onda del marketing. L’emergente deve essere consapevole di scrivere per gli altri ma anche soprattutto per il piacere stesso di scrivere.

  1. Quali sono state le maggiori soddisfazioni nell’aver pubblicato?

Il Suono del Rintocco o L’incontro del Mare e della Terra? Per quanto riguarda il primo, punto un po’ egoista, è un orgoglio per me aver pubblicato a diciotto anni e averlo scritto dai sedici in poi. Per quanto riguarda il secondo (e penso volessi parlare direttamente di questo) sono contenta di ritornare a pubblicare, tutto sommato, un anno dopo la mia prima pubblicazione. Ma a parte questo, i miei libri mi hanno permesso di avvicinarmi e conoscere persone meravigliose. Le persone che poi hanno letto i miei scritti mi rendono davvero felice. Mi sento più vicine a loro di quanto immaginano.

  1. E se il tuo libro fosse un film? O una serie tv?

Leggendo la domanda, ho pensato subito al film. Ho pensato subito alla tragedia greca standard, e di come questa dovesse svolgersi nell’arco di un giorno. Penso che “L’incontro della Terra e del Mare” ci stia bene come un film che travolge fino alla catarsi finale. Saper usare saggiamente il poco tempo di un film, potrebbe dare davvero un bello spettacolo per questo tipo di storia. Ma è un mio pensiero, se ci fosse un regista, credo che dovrebbe avere libertà di scegliere il mezzo che più preferisca. E, se necessario, anche di rielaborare il messaggio secondo il suo gusto. Spero solo di amare la sua rielaborazione!

  1. Se c’è una cosa che non sai, è che amo il mare. È una passione che ci accomuna oppure l’hai scelto solo perché ti veniva comodo parlando di sirene?

Mi piace molto il mare e mi piace fare lunghe passeggiate sulla spiaggia, possibilmente in solitudine, verso le ore del tramonto. Non amo però né il caldo, né la confusione, quindi per me di solito andare al mare è più una tortura che un piacere. Ma lo amo molto, è un amore controverso in un certo senso. Ma nonostante questo sono nata in montagna e rimango una persona di montagna.

  1. Mettiamo caso che un giorno uno voglia scrivere una fan fiction sui tuoi personaggi, che ne penseresti?

Non avrei nulla in contrario. Credo che mi lusingherebbe che qualcuno abbia deciso di fare una fan fiction sui miei personaggi. Ovviamente se mi venisse chiesto un parere, penso che potrei essere molto oggettiva: se non trovo la situazione coerente o i personaggi poco nel loro carattere (E senza spiegazioni del perché), credo che lo farei notare. Con tutta la gentilezza possibile, ovviamente. Ciò non toglie che mi lusingherebbe ugualmente.

  1. In generale, che messaggio vuoi dare, se c’è?

Vari messaggi sono contenuti in questo racconto e spero possano essere colti dal lettore. Il principale è una rivalutazione della coppia lesbica: spesso “messa in ombra” da quella maschile e che nella nostra società ha ancora poco spazio. Viene vista soprattutto da un punto di vista sentimentale e non fisico. Poi metto in mostra la figura femminile (e la sua ribellione a certi dettami), il tema della diversità e altro ancora. All’inizio di tutto ho scritto una prefazione, dove espongo alcuni dei motivi che mi hanno portato a pubblicare il libro.

 

Anche in questo caso l’intervista è finita. Ringrazio tantissimo Alice (comprate il suo libro) e vi do appuntamento al prossimo giro di domande, e se qualcuno di voi vorrebbe sottoporsi, io sarò felice di spremerlo come un limone ❤

 

6 pensieri su “Intervista a Alice Jane: l’incontro del mare e della terra.

  1. Bellissima intervista! Complimenti ad Aven per le domande e ad Alice per le risposte davvero interessanti e condivisibili. Mi trovo molto d’accordo con la risposta data alla domanda numero otto sul trend di lettura. Devo dire che mi sono sentita molto più vicina alla storia di Ondina e Farah dopo aver letto questo articolo. 🙂

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  2. Anch’io adoro il mare. In estate, in inverno, affollato, deserto… da piccola sognavo spesso di essere una sirena e ho sempre letto “immergendomi” completamente nella storia… spesso fantasticavo su di esse ad occhi aperti 🤗
    Insomma quante somiglianze…
    Dopo quest’intervista mi sento ancora più vicina alle protagoniste. Grazie 😍

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  3. Aven ti ringrazio tantissimo per lo spazio che mi hai dedicato ❤ le tue domande non erano per niente banali e scontate 🙂 mi hai dato modo di esprimermi al meglio. Grazie anche per il tè e i biscotti! Spero presto di poterteli offrire io ^_^

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