La Ropa Sucia/159

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Villa Nueva, 21 Novembre 1977

Gli anni Settanta galoppavano come un cavallo in libertà, a Villa Nueva come nel resto del mondo.

Alberto Goicochea e Sandra Ezquivél erano una coppia felice, tranquilla, con una casa poco costosa ed erano amati da tutti i vicini, poiché amavano donare il sale che mancava a loro e ogni domenica  facevano un barbcue talmente fumoso che si vedeva persino da Villa Sanchez. A quei tempi ero ancora in forze e mi piaceva assistere alle minuscole vite dei plebei dal mio balcone lussuoso.

Tuttavia, nessuno di loro sapeva che io ero a conoscenza di tutte le cose che passavano al apesino. Avevo un sacco di informatori, e ogni minuzia poteva far nascere uno scandalo, anche se avevo già il mio bel daffare per coprire le marachelle di mio figlio Gonzalo.

In ogni caso, Alberto aveva un fratello, Paulo, di quattro anni più giovanme. Me lo ricordo Paulo perché era il ragazzo dei giornali, ai tempi di quando ero sposata. Non avrei mai scommesso un soldo di cacio che sarebbe potuto diventare avvocato.

Erano molto amici, i due fratelli. Erano come fratelli.

Paulo frequentava una ragazza, a quei tempi, ragazza che poi ha preferito la corte del già ben ammanicato Alberto, il quale desiderava fare il notaio per un suo strano progetto che non sono mai riuscita a capire quale fosse.

Ebbene, ricordo benissimo quell’assolata domenica di maggio. Alberto e Sandra si sposarono davanti a Nostro Signore senza se e senza ma, e anche se mio nipote Pedro si è messo a vomitare per un’intossicazione, tutto procedette bene.

Tranne una cosa, una cosa che i due coniugi non avevano messo in conto, ovvero la gelosia di Paulo. Aveva chiesto aiuto agli Espimas, e gli chiusero la porta in faccia. Al che, andò da Ramòn Fernandez, un giovane rampante della società cittadina. Mi ricordo quando voleva la pappa o piamngeva, nei natali precedenti, e vederlo un uomo fatto e finito mi faceva sempre strano.

Vedete, il fatto che Ramòn accettò di aiutare Paulo ha un suo senso, perché Ramòn odia Villa Nueva tutta e tutte le famiglie qui residenti. Vuoile farci rovinare, per prendere il posto lui solo ed esserne il signore incontrastato. Questo perché i suoi stessi genitori sono caduti in disgrazia per colpa non nostra, ma vallo a spiegare a un figlio ferito. Le annate brutte possono passare anche per i vini più buoni, ma forse il padre di Ramòn aveva esagerato un po’ troppo.

Paulo pretese che Ramòn uccidesse suo fratello il martedì. Capricci da milionari, immagino.

E così avvenne, anche se Fernandez sbagliò giorno e ci andò un lunedì sera. Cosparse di benzina la casa di Alberto e le diede fuoco. Ricordo ancora quella vampata, si vedeva benissimo dal mio balcone. Pensavo che il barbecue fosse flambé, ma mi sbagliavo.

Non riesco a immaginare cosa sia successo fra le fiamme della casa marcescente, in quei quarantotto minuti di tensione. So solo che dopo quei quarantotto minuti, era già scoccata la mezzanotte e da quell’inferno uscì il solo Ramòn, che era ustionatissimo, ma vivo.

Chissà dov’era Alberto e chissà perché al posto suo c’era invece sandra, che perì nell’incendio. Ramòn aveva l’incarico di salvarla, ma uccise lei.

Fra Alberto e Paulo smise la pace. Fra Paulo e Fernandez smise la pace, ma Fernandez adesso è a capo del clan dei Neri e si sta facendo un culo così a volerci inabissare tutti, ma non so se i Goicochea abbiano altrettante palle.

Riflettete, gente, su quel lunedì dell’ormai lontano 1977 e capirete perché io preferisca andare con la sedia a rotelle.

Vostra

Ana Lucia Sanchez

I fratelli Gutierrez, che avevano nel cuore di andare a trovare la vecchia, si videro spiaccicata la verità dentro quel memoriale, contenuto nell’edizione del nove marzo 1984, come se avesse letto loro nel pensiero, come se quella verità volesse andare a galla.

Villa Nueva cadde nel perpetuo girare della lavatrice.

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