Giochino

Ci sono 26 parole nell’alfabeto. Scrivi una storia senza una lettera a tua scelta.

Per non barare, ho usato random.org e fra 1 e 26 mi è uscito il 23. Sta di fatto che il 23 è la W.

random.org ha parlato, gente.

“E tu cosa vuoi fare da grande, Eustorgio?”

“Mah, io vorrei avere un lavoro ed un tetto sopra la testa… niente di che”

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Eustorgio è un salumiere. Ogni giorno gli si pongono davanti quesiti fondamentali sul come affettare un salame e se le cosine verdi della mortadella sono veramente pistacchi oppure no. Sapete, fanno finta di esserlo ma Eustorgio si è ripromesso di conoscere la verità quanto prima.

Sta di fatto che Eustorgio lavora dalle nove del mattino fino alle sette di sera, perché la salumeria è un negozio molto richiesto, ha una partita IVA (che lui non è mai riuscito a vedere, neanche su rojadirecta) e fra una vendita e l’altra, deve rispondere agli operatori del call center che non è interessato a qualsiasi informazione veloce che volevano dirgli.

“Signora, è un etto e mezzo, lascio?” chiede.

“No, veramente volevo chiedere se è disposto a ricevere un nostro consulente…” risponde la signorina con la voce da maschio al telefono.

“Ah okay, no!” esclama furioso Eustorgio, chiudendo la telefonata.

Questa è la vita di Eustorgio.

A fine giornata, di quella giornata in particolare, Eustorgio mentre chiude la saracinesca sospira. L’indomani avrebbe ricominciato da capo.

“Ehi, Eustorgio!”

Il saluto di Ginevro lo fa sobbalzare.

“Dimmi, Ginevro”

Ginevro è il cliente più di fiducia che ha, ed è anche un ottimo amico. Si vedono persino ogni tre mesi, progettando uscite che non si realizzano mai.

“Non avevi detto di volere un tetto sopra la testa?”

Eustorgio guarda l’amico perplesso. “Sì, ma… che cosa c’entra”

“ECCOMI!”

Un’altra voce, stavolta femminile, compare sulla scena. Il salumiere si guarda attorno e si chiede da dove provenga.

“Chi sei?” chiede spaventato.

“Tsk, Tsk… ti chiedi chi sei e mi hai cercato per tutto questo tempo? Sono ERNESTA, il tetto sopra la testa!”

Eustorgio, fra le risate dell’amico Ginevro, alza lo sguardo: è vero, c’è un tetto spiovente di mattoni rossi sopra di lui! Con tanto di comignolo!

“Ma… ma…” commenta inorridito.

“Mettiamola così” dice Ginevro, estraendo la sua tegola personale dalla tasca. “Se non altro, non dovrai più prendere l’ombrello”

Eustorgio comprende che la sua vita non sarà più la stessa.

 

 

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