La Ropa Sucia/169

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Il fatto era che Guillermo, il vecchio manager di Catalina, aveva preso seriamente la missione che gli era stata affidata. Aveva amato Catalina, l’aveva sentita godere sotto di lui, l’aveva vista nuda come ogni singolo abitante di Villa Nueva e di certi quartieri di Rio de Janieriro, e in generale era la donna più ambita da tutti. Quando gli aveva detto che poteva arrivare al suo cuore tramite un tesoro, non stava più nella pelle.

Aveva cercato ovunque con la sua pala, finché non si imbatté in grandi lavori chiusi da un cantiere.

“Scusate” si rivolse a uno degli anziani che stavano guardando “che cos’è che stanno costruendo qui?”

“Il supermarket” rispose uno, con la pipa in bocca.

“Oh” Guillermo non capiva. “C’è un tesoro là dentro?”

“Se ci fosse stato sarebeb stato già rinvenuto, non è vero?”

Una voce riempì la scena. Guillermo non riconobbe quell’uomo, ma dal naso grosso capì che si trattava del pipa, Jorge Gutierrez.

“Tu non eri sposato con la madre dell’aitante runner?” chiese per prima cosa.

“No. Convivo e basta. Ma poi tu come fai a sapere i miei fatti? Ci conosciamo, per caso?”

Guillermo ridacchiò. “Ho fatto parte per un periodo nel clan dei Neri. Forse questo team ti verrà in mente, no? Non ti viene un brivido da reprimere?”

El pipa rimase di stucco. Si poteva anche uscire dal clan senza essere per questo puniti o uccisi?”

“In ogni caso, parelavi di un tesoro” riprese Guillermo. “Tu cosa sai del tesoro dei Garcia?”

“Nulla” rispose lui, candido. “io passavo di qui per caso, in cerca del buon alcool da scroccare a questi gentili signori che stanno guardando il cantiere in operazione. So però che colui che dovrebbe essere il mio figliastro frequenta la donna più bella di Villa Nueva, Catalina Salcido”

Guillermo sbiancò e gli cadde il cuore. “Lo so… lo so bene, caro mio.”

“Vedo che sei rimasto un po’ turbato” disse lui. “Vuoi che ti aiuti a riconquistare la tua bella, perché è bella veramente?”

“Certo che sì, ma non so nemmeno da modve iniziare. Ha detto che vuole avere il tesoro dei Garcia”

“È un problema” disse el pipa. Dovette pensarci su parecchi minuti, ma non gli veniva in mente niente.

“Troverò un altro modo di aiutarti, magari con l’alcool mi vengono in mente idee geniali. Sai, una volta ho ingerito del liquore e mi è venuta l’idea geniale di rifarmi il naso da solo!”

“E ci sei riuscito?” chiese Guillermo.

“No, si è ingrossato ancora di più”

Nel frattempo che quei due pozzi di scienza osservavano il cantiere dove una volta sorgeva Villa Garcia per farsi venire un’idea, Pedro stava davvero per morire, anche se poi la sorte venne a salvarlo.

“Credo che la tua gamba stia per andare in cancrena” disse un uomo.

Pedro alzò gli occhi e mise a fuoco. Era il sindaco, vestito con una cappa nera.

“S… señor Miranda” salutò lui. “Che ci fa lei qui in incognito?”

“Ho un conto in sospeso con Ramòn Fernandez e so che la polizia non mi aiuterà, perché sta cercando quel terrorista nella Pampa, come se nella Pampa si potesse trovare qualcuno. Sono chilometri e chilometri quadrati di valli sperdute… e solo un matto penserebbe sia di scappare lì, sia di andare a cercare qualcuno. No, Fernandez si trova in un posto molto più vicino. Perché non sottoterra, ad esempio? Infatti, sono rimasto qui per tutto questo tempo da quando la polizia se n’è andata e ho sentito tutti i vostri discorsi. Non facevo Villa Nueva così interessante”

Il Sindaco ignorava che era la lavatrice che girava…

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