La Ropa Sucia/204

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Il pub di Villa Nueva era sempre pieno di gente. C’era anche Francisco Miranda, ad esempio, che da quando era entrato nel Clan dei Bianchi indossava solo bianco e beveva vino di uguale colore.

Decise dunque, dopo aver visto quanto successo nel bancone, e dopo aver ascoltato tutto nonostante la musica, di andare a riferire ai suoi attuali capi. Temporanei, perché ambiva a tornare a essere Sindaco in tempi brevi.

Catalina Salcido e Roberto Mendosa, l’aitante runner, stavano bene attenti ad essere sempre visibili, a volte persino portando con loro un lumicino in stanze già accese. Francisco aveva interpretato questa mossa probabilmente come risposta a coloro i quali vivevano al buio.

“Molto interessante” disse Catalina. Si rivolse a suo padre, che era il massimo esperto in relazioni fra famiglie e proprio per quel motivo si era tenuto lontano da qualsiasi relazione. “Siamo dunque di matrimonio, vero? Si sta creando l’occasione perfetta per…”

“Un momento” disse il signor Salcido, alzando lo sguardo dal giornale locale, che conteneva solo poche pagine fra le quali la maggior parte erano barzellette. “Così facendo, vi mettete sullo stesso piano di Fernandez o come si chiama. Ne parlate sempre: non dobbiamo fare come lui, dobbiamo essere diversi, siamo chiari tondi e bellissimi, e co-partecipi. Ebbene, siatelo, senza approfittare dei matrimoni altrui come ha faqtto Fernandez o chi per lui. Nel frattempo, ho da dirvi una cosa che può interessarvi, assolutamente inerente col vostro piano”

Gli altri lessero il titolone: Ambrosio Islas pronto per inaugurare il nuovo supermercato. Data fissata per il due aprile.

“Perfetto, no?” proseguì il signor Salcido. “Farete la vostra comparsa per quel giorno, nel frattempo state tranquilli. Non manca molto a marzo”

In quello stesso istante, al Municipio. Il Boss del Clan dei Neri era in piedi a guardare la strada. C’erano bambini che giocavano, persone che chiedevano indicazioni per come uscire da quel buco di paese, e strade semivuote con ogni tanto una piccola macchina.

Era incredibile come le cose potessero funzionare a Villa Nueva col minimo sforzo. Tutto quello, per poter essere fieri di sua madre

“Ramòn” disse Alfonso. “Hai sentito?”

“Ciò che sento adesso” disse lui “è solo il rumore dei nemici. Ti ricordi i nostri genitori? Una di loro è Violetta Sanchez, la chiave di tutto e nostra nemica mortale. Non conosce nemmeno la nostra età”

“Non mi riferivo a quello” disse paziente Alfonso. Da quando frequentava Rebecca Jones, era più comprensivo nei confronti degli altri. “Gli Islas costruiranno un supermercato e devi presenziare all’inaugurazione in quanto Sindaco”

Ramòn sospirò. Era vero, fare il Sindaco comprendeva anche quel ruolo. Tuttavia, aveva la sensazione che ci sarebbe stata anche Violetta Sanchez, la loro madre.

E poi ricordava i giorni in cui la nonna Ana Lucia lo faceva giocare… insomma, aveva tutti i motivi per fare quello che stava facendo.

“Sì” disse lui. “Verrò.”

Dicendo quello, lasciò la vista del balcone e andò verso l’uscio, ma il fratello gli disse che l’inaugurazione non sarebbe stata prima del due aprile.

E la lavatrice continuava a girare…

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