La Ropa Sucia/207

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Elisa si era scoperta parecchio gelosa di Ramiro Paulo Gutierrez, da tutti definito el tiburòn per la sua peculiarità nel parlare a voce bassa, come se fosse un borbottio. Lei, invece, lo amò proprio per questo motivo e cercò in tutit i modi possibile di trattenerlo ancora un altro po’ all’ospedale. Tuttavia, venne scoperta dal personale medico e quindi alla fine fu costretta a lasciarlo andare, con la promessa di rivedersi al più presto.

“Ci vediamo per una cenetta a lume di candela” disse il ragazzo, salutando con la mano la nuova fiamma, per poi tornare a casa.

Casa Gutierrez, a detta sua, era migliorata tanto da quando Pepa e Matìas non lasciavano più i lorto vestiti ovunque e nei punti più impensati, da quando erano stati arrestati nessuno osava più avere rapporti e la casa, a aperte il personale di servizio, sembrava veramente deserta.

Tirò un grosso respiro di sollievo quando si sedette sul divano del salotto, convinto di essere da solo.

Tutta via, sentendo qualcosa di soffice sotto di lui, si rialzò quasi subito dopo.

C’era una mutanda. Una mutanda di tipo femminile. Guardandosi attorno, potevano essere stati dei fantasmi. Oppure…

Si aprì una porta, due ragazzi erano scarmigliati. Erano el loco e Rosa, la chica frormosa, che ridacchiavano e continuavanmo a baciarsi con trasporto.

Ad esempio, el loco prese in braccio Rosa, la mise seduta su un comò e cominciò a toccarla e a desiderarla, e lei lo lasciava fare. Era deprimente verdere tutto quello, per il ragazzo, soprattutto se pensava che Elisa faceva turni massacranti all’sopedale.

In ogni caso, anche quell’idillio durò poco, perché inavvertitamente la coppietta felice fece cadere un vaso.

“Ops” commentò el loco. Rosa sgranò gli occhi.

Dentro il vaso c’era una chiave.

I due la guardarono come se non avessero mai visto tale oggetto prima. La rottura di un costosissimo vaso si perse per dare spazio a quel ritrovamento.

Fu Rosa a prenderlo per prima. Sembrava una normale chiave da cassetta della posta. Era grigia e disadorna. La prima cosa che fece fu cercare un  buco adatto, ma non ne trovò attorno a lei, al che guardò el loco.

“Credo che sia meglio che tenga questa chiave per me” disse Rosa. “Così posso davvero avanzare pretese sulla vostra casa”

El loco si chiese se il loro fosse vero amore.

La nascose iun mezzo ai prosperosi seni e andò via con assoluto sussiego, lasciando i due fratelli con un palmo di naso e un sacco di coccio da far portare via ai servitori.

“Ma che cos’era?” chiese el tiburòn al fratello, rimasti dunque da soli, mentre Ambrogio si occupoava di riumuovere i coci del vaso.

“Rosa è una chica caliente” commentò el loco. “Sa quello che vuole e anche come ottenerlo. Non è la solita ragazza”

“Intendevo la chiave” riprese l’altro. Chi ce l’ha messa? Che non serva a niente e sia stata messa lì solo per confondere le acque?”

“Acque? Qui a Villa Nueva?” disse el loco, scettico. Passò in rassegna tutti gli inquilini di casa Gutierrez: el pipa, Matìas, Pepa, Ambrogio…

“Può essere stato Ambrogio” suppose infine. “Dobbiamo interrogarlo”

Nel frattempo, un’ombra fuori dalla casa sghignazzava e la lavatrice continuava a girare…

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