La Ropa Sucia/211

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Il ritrovamento di una misteriosa chiave aveva gettato nello scompiglio la sola casa Gutierrez, ma arrivò anche alle orecchie del Clan dei Bianchi e del Clan dei Neri, che avevano cambiato nome, definendosi adesso amministrazione comunale.

Tuttavia, il giornale di Villa Nueva aveva pagine solo per il tradimento clamoroso di Clara con Fernando, e il conseguente svenimento di Miguel.

“Interessante” commentò Ramòn Fernandez, dall’alto della sua saggezza. Non si era più schiodato da quella posizione, guardando sempre lo stesso paesaggio: una casetta dirimpetto alò Municipio, la strada sotto e il cielo che a volte era chiaro, a volte era scuro, a volte era nuvolo. Ogni tanto un condor passava ion attesa della prossima vittima. Lo aveva chiamato Jùlio, ma non era sicuro che fosse sempre lo stesso condor.

“Oh, Clarita!”

Piangente, Adele Sanchez pensava a quella che era stata sua sorella per un periodo. Come mai aveva ceduto al fascino irrestitibile di Fernando, che a sua volta era stato tradito da Raquel?

Di sicuro c’era uina spiegazione e occorreva un incontro con José Riquelme. Andò dunque a Villa Sanchez, trovando lo stesso clima che avvertiva dentro di sé.

“Adelaide! Anche tu stai piangendo?”

La vecchia Adelaide era stata nutrice e balia di entrambe le ragazze e adesso aveva lòa testa fra le mani, seduta sconfortata su uno dei divani dell’ampio salotto.

“Oh, no, ho solo un po’ di congiuntivite” disse lei, nascondendo forse le lacrime con quella malattia.

Adele però salì al primo piano e in effetti trovò José che aveva spiegato una verità a sua nonna, Ana Lucia.

Ana Lucia aveva testualmente detto “Hai detto la verità, mio caro José. Adesso capisco molte altre cose”

Nella stanza della nonna c’era anche Violetta, che sembrava molto provata. Non era il momento di pensare anche a sua madre.

“Nonna… cos’ha detto José?”

Ana Lucia continuò a rammendare. “Beh, fattelo dire da lui, no?”

José sospiurò. Gli toccava raccontare di nuovo quella storia?

In ogni caso, riferì alla moglie della lettera che gli era stata recapitata da Ezequiel e che quindi lui sapeva che Fernando avrebbe corteggiato Clara.

“Incredibile… tutto per gettare discredito sulla mia famgilia, eh?”

“Già” disse José. “Tuttavia, Clara non è tua sorella, vero?”

Adele sospirò. “Per me lo è. Abbiamo vissuto insieme, visto che le circostanze ce lo hanno permesso… sappiamo l’una cose dell’altra che nessuno di voi conosce”

“Oh” commentò José. “Quindi sa anche il nome del padre del bambino che stai portando in grembo?”

Adele non rispose.

“È incredibile come la figlia del dottore stia facendo così tanti danni” disse Ana Lucia, volendo commentare usando esattamente quelle parole, sperando in una reazione dalla nuora.

“Già” commentò Violetta. Aveva capito il senso dello starnuto che aveva avuto. “Tutti sapete che è figlia del dottore, ma chi l’ha portata in grembo?”

Nessuno seppe rispondere, come Violetta si aspettava.

“L’ha portata in grembo una donna che conoscete molto bene” disse lei. “Una donna che ha vissuto un’estate calda, spensierata e quanto mai felice… una donna di nome Violetta”

Tutti trattennero il respiro. Dunque Pedro e Adele avevano un’altra sorellastra?

Nel frattempo, un bus dipinto dei colori della bandiera argentina arrivò a Villa Nueva.

Da quello, uscì una ragazza bionda paffuta con gli occhi verdi scese portando con sé un enorme bagaglio a mano.

“Così è questa Villa Nueva… mamma mia, che posto sperduto”

E la lavatrice continuava a girare…

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