La Ropa Sucia/233

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Edmundo fu fatto sedere nel salotto, mentre le altre donne erano tornate alle loro occupazioni.

C’era anche Pedro Sanchez, il quale era tornato da chissà dove e chissà cosa avesse fatto. Aveva l’aria stralunata e stanca. Sembrava preoccupato.

“Allora” disse Analisa, mentre Pedro era palesemente distratto da un bisccoto. “Diciamo che tu hai deciso che Cime Tempestose fosse il libro per arrivare al mio cuore. Come mai pensi che io debba dirti di sì”

“Dimmi dunque di sì, che si può fare, senza sparare parole d’amore” rispose Edmundo. “L’alternativa, a quanto vedo, è stare con questo pazzo”

Pedro sgranò gli occhi. “Io, pazzo? Come ti permetti? Riceverai notizie dal mio avvocato, domani stesso”

“Bah” disse Edmundo. “Io stesso sono un avvocato e nesusno dei miei colleghi verrebbe mai a difenderti, per quanto denaro tu abbia”

“Calmo Pedro… hai qualcosa che non va, comunque” disse Analisa. “Ti ho lasciato perché sei solo intelligente, non sei né bello né ricco. Quindi ti ho detto di cercare un libro che può arrivare al mio cuore., questo romanzo può arrivarci?”

“Non lo so” rispose lui, tranquillo. “Io so solo che c’è una lavatrice che sta girando, quindi potrrebbe farlo anche per me.

I due futuri sposini si guardarono sorpresi. Che ne sapeva, lui, della lavatrice? Che potesse essere solo una citazione messa lì a caso?

“Vero” disse Analisa. “Ma ti manca solo un tassello: io e Pedro stiamo per sposarci, quindi tu non sei previsto, nememno per spazzare la chiesa dopo la cerimonia”

Edmundo ebbe quasi un mancamento. Il suo piano era perfetto, avrebbe regalato Cime Tempestose perché era un libro che era piaciuto a tutte le ragazze con cui era stato e avrebbe sposato la pèiù bella fra quelle, che appunto era Aanlisa, ma per distacco.

Non aveva minimamente messo in conto che Analisa si sarebbe innamorata di un altro. In effetti, aveva perso tempo a cercare Villa Nueva. Sembrava totalmente assente da qualsiasi mappa, persino fra quelle della zona.

“Beh” disse Edmundo “bene. Sono intelligente, non sono stupido. Quindi posso bend edurre che non c’è più spazio nel tuo cuore per me, neanche per pulire i cessi”

“Neanche per quello” confermò Analisa. “Peraltro Cime Tempestose mi fa schifo. Preferisco Spiagge Assolate, quello sì che è un bel romanzo”

Edmundo seppe così che Analisa aveva letto quel classico della letteratura. Se lo riprese e andò via impettito e orgoglioso, pronto a corteggiar eun’altra donna e fgare ingelosire Analisa.

“Veniamo a noi, mio caro Pedro” disse Analisa. “Sei stato distante tutto il tempo della chiacchierata, c’è qualcosa che non va?”

“C’è che non trovo mio padre” annunciò Pedro tutto d’un fiato. Si sorprese anche lui, non aveva idea di cosa glielo aveva fatto dire, perché aveva intenzione di indagare da solo, senza far preoccupare nessuno e quindi Analisa doveva essere l’ultima persona a conoscere le sue intenzioni.

“Tuo padre non è stato fatto evadere da Rocìo e Cecilia? Suppongo dunque che sia al Clan dei Bianchi, voglio diore Vila Salcido” disse Analisa. Aveva provato una certa gelosia per Rocìo Gutierrez, ma adesso la ragazza aveva preso possesso della villa a lei assegnata e ne rivendicava l’eredità. Aveva persino messo una bandiera disegnata da lei, anjche se era pessima in quell’arte.

“La pensavo anche io così” disse Pedro. “Ma ho avuto uan strana sensazione, l’altra notte. Una fitta allo stomaco, capisci?”

“Sarà la lavatrice che gira…” disse Analisa.

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