Città di carta.

Immagine

 

Avete presente “città di carta”? No?

Nemmeno io!

L’altra volta ho saputo che Margonza stava attraversando la strada. O comunque, voleva farlo.

Il semaforo di carta era rosso.

“Sono tipo tre ore che stiamo aspettando! Ma dove dobbiamo passare!”

Infatti, tre o cinquantadue persone stavano sbuffando in attesa del semaforo, mentre altre macchinine di carta passavano a destra e a sinistra.

Ecco perché venne Sandro, il tecnico con lo scafandro, per colorare il semaforo affinché torni verde.

“Scusate tutti, era finito il colore!”

Margonza però non ci stava. “Sì però io sono piena di pacchi di carta piena di spesa di carta!”

E Sandro “Eh signora mia, il problema di tutte le città è il traffico!”

Soprattutto se non si avevano i colori.

Tutto, nella città in questione era di carta: palazzi di carta, pacchi di carta, pasta di carta, hot dog di carta (è tutta finta vegetale) e persino quaderni di carta!

Margonza ogni tanto si sentiva di carta lei stessa. Faceva jogging la mattina, poiché c’era un parco di carta vicino casa, dove uccellini di carta non ti cagavano addosso a tradimento, o al massimo solo una pallina di carta, e tre giorni a settimana diceva di strapparsi.

“Aiuto mi sono strappata il polpaccio!”

“Guarda che mica sei di carta! Gli alberi lo sono, i sentieri pure, noi no” fu la risposta del fisioterapista, che faceva jogging con lei.

Una volta al lavoro, Margonza lavorava in una fabbrica di carta per produrre carta. Quel giorno lì toccava produrre fogli a quadri.

“Dovete fare questo lavoro sottopagato con contratto trimestrale in nero entro oggi” disse il capo, sventolando un biglietto di carta”

Ma Margonza non capiva l’utilità dei fogli a quadri. Di solito li colorava per farci gli scacchi di carta!

Il pomeriggio Margonza mangiava, faceva un pisolino pieno di barchette di carta e poi andava al corso di yoga di carta. Consisteva nel fare degli origami che riproducevano i membri mentre facevano yoga.

Fra una cosa e l’altra, Margonza andava spesso a piedi, quindi quando pioveva la città di carta era invivibile: fogli bagnati ovunque e poltiglia che si attaccava ai piedi… orribile.

La sera Margonza guardava la televisione di carta. C’erano diversi programmi e serie tv: Avanti un’altra carta, Striscia la Carta, Scommettiamo la Carta, il Trono di Carta, Breaking Carta, Stranger Carta e film famosi come me Tre Uomini e una Carta.

Insomma Margonza dormiva fra due guanciali di carta su un letto di carta, che ogni volta era un casino riordinarlo: fogli sparsi ovunque è una volta era riuscita anche ad appallottolarsi assieme al suo cane di carta di compagnia, chiamato Paper.

Insomma, la città di carta era piena (piena) di opportunità, ma non chiedete la raccolta differenziata… indovinate quale elemento vi sarebbero da riciclare?

Pubblicità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...