La Ropa Sucia/243

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Il fatto era che Edmundo era convinto di avere Analisa tutta per sé. finalmente, dopo tanto tempo, ci era andato a letto e adesso gli toccava entrare ancora meglio dentro la famiglia.

Presentò un curriculum, dunque, alla direzione del supermercato.

“Cerco lavoro” disse dunque al direttore, tale Ambrogio. “Vorrei un impiego in questo supermercato”

Ambrogio prese il curriculum, lo sfogliò velocemente e lo mise in mezzo agli altri. Stava per dire che gli avrebbe fatto sapere, ma un nome gli era rimasto impresso. Così lo riprese e lo rivide. Lo posò una seconda volta in mezzo agli altri fogli, e ancora lo prese di nuovo, lo aprì e vide una seconda volta lo stesso nome. Al che, stropicciò gli occhi e senza ombra di dubbio c’era stampato quel nome.

Il nome era così riportato

1982: ufficio meccanico assieme a Diego Sanchez (capo e lui apprendista)

Per un uomo intelligente come lui, ritrovarsi a fare il meccanico doveva essere stata assieme una bazzecola e un’umiliazione, ma era proprio così che aveva conosciuto Diego Sanchez.

“Lei ha… fatto il meccanico assieme a Diego Sanchez?”

“Sì” disse Edmundo. Quell’Ambrogio aveva un che di familiare, ma al momento cercò di non pensarci.

“E adesso cosa spera di trovare in questo supermercato?”

“Spero ovviamente di trovare lavoro”

Ambrogio si diede dello stupido. O forse era Edmundo che faceva sentire stupidi gli altri con quella sua aura di supponenza. Ambrogio continuò a rimuginare sul curriculum e vide che, datato aprile 1984, c’era riportato possessore di una lavatrice.

“Lei è assunto” disse triste Ambrogio. Non poteva fare altrimenti, ma dopo avergli proposto il contratto, farlo firmare e la stretta di mano finale, la prima cosa che fece il maggiordomo fu chiamare Villa Sanchez, tramite telefono.

“Qui Villa Sanchez”

Fu Diego a rispondere. Ambrogio non disse nulla, così richiuse, ignorando i pronto perplessi di Diego.

Tuttavia doveva pur dirlo a qualcuno. Per fortuna era Ambrogio, così compose il numero di casa Riquelme, che aveva già i suoi problemi.

“Qui casa Riquelme” rispose Elisa, alla quale era stata assegnato il privilegio di rispondere al telefono.

“Ehm, sono Ambrogio”

“Ciao Ambrogio! Come stai? Ho sentito che avevi un po’ di mal di schiena… ti viene spesso?”

Ambrogio non era mai stato male in vita sua.

“Sì, mi viene spesso, così come la nausea, la febbre, parenti che si sposano e morti vari” disse Ambrogio, il quale era anche figlio unico di figli unici, e inoltre non era sposato né pensava minimamente a mettere su famiglia. “Comunque, ho una cosa da riferire a Sofia Riquelme”

Scelse lei perché era sicuro che, in base al rapporto che intercorreva fra lei e Adele, glielo avrebbe  comunicato e Adele lo avrebbe comunicato ad Ana Lucia o qualunque parente dei Sanchez, come voleva lui.

Arrivò dunque Sofia Riquelme, che conobbe il rapporto che intercorreva fra Edmundo e Diego, che quindi lo conobbe anche Adele, e di conseguenza ne venne messo al corrente anche José e Clara Sanchez, o Espimas, la quale lo raccontò a Miguel che informò Fernando il quale informò anche i suoi genitori. A loro volta, informarono i Salcido e Rosa, la chica formosa, la quale lo raccontò al loco che lo disse al tiburòn.

In qualche modo, lo seppero tutti, tranne Ana Lucia, Pedro e sua madre Violetta Sanchez, proprio coloro che dovevano saperlo.

Quella sera stesso, Edmundo e Diego erano davanti alla nuova latrice.

“Sei sicuro di volerlo fare?” chiese Diego.

“Certo che sì, o il piano non può andare avanti”

Così, premette on e le lavatrici continuarono a girare…

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