La Ropa Sucia/247

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Raquel Garcia non aveva idea di dove cercare una chiave. Peraltro, l’unica informazione che ebbe dallo zio fu quella di interrogare Jorge Gutierrez, detto el pipa, e quel naso era veramente orribile da guardare. La punizione la stava già scontando Luisa Ortega, osservandolo giorno per giorno.

“Avevi detto che volevi sposare, o sposare di nuovo, Fernando Espimas” disse Romàn, comparendo dal nulla e facendo perdere tre o quattro colpi di cuore alla ragazza, che stava leggendo un libro piuttosto interessante. Parlava di un uomo che aveva i poteri di un’ape.

“Sì, l’ho detto” rispose.

“E allora come pensi di corteggiarlo se stai chiusa in casa a leggere libri?”

Raquel rispose “Non ho intenzione di corteggiare nessuno. è l’uomo che deve fare un passo avanti… io sono solo venuta a Villa Nueva conscia di avere un sacco di soldi addosso, quindi Fernando tornerà a volermi, anche perché ha l’anello del viejo, ancora, quindi sarà mosso dalla forza dell’amore.

“La forza dell’amore…” ripeté Roman. Lui sapeva che la forza si otteneva calcolando il rapporto fra lo spostamento e… il lavoro.

Lavoro, come quello che nessuno aveva mai fatto a Villa Nueva. Spostamento, come lo spostamento dei Cascada verso Villa Nueva, a causa di un accordo commerciale con un losco figuro di cui nessuno sa il nome.

“Ma certo, Raquel! Non capisci! La chiave dei Garcia si è spostata! Senza di quella siamo poveri, perché solo quella chiave può aprire la cassaforte coi nostri soldi e il modo per fermare la lavatrice!”

Raquel fu costretta a chiudere il libro, alzarsi e andare a interrogare Jorge Gutierrez. Non aveva idea di quello che avrebbe trovato, di sicuro Luisa Ortega non avrebbe mai mangiato minestrone a costo di morire di fame, per cui l’avrebbe trovata deperita. El pipa, invece, aveva un naso che faceva impero, più che provincia, quindi ritenne di chiudere un attimo gli occhi per poi riaprirli, come si faceva con la luce. Tuttavia, quel piano non fu attuabile perché la curiosità di vedere la fonte di quei rumori fu troppa grande.

Infine, li vide: Rebecca Jones, nuda e di schiena, stava… cavalcando?

Impressione rafforzata dai mugolii del signor Gutierrez, che imitava il verso del cavallo sotto di lei.

“Io non…”

I due ebbero un amplesso a differenza di qualche momento e si accasciarono soddisfatti. Solo in un secondo momento si resero conto di essere visti e si coprirono alla bell’e meglio.

“Così ci hai visto…?” Luisa Ortega era porpora. Jorge meno, anche perché non aveva rapporti da un bel po’ ed era ancora felice.

Raquel non riuscì a dire altro perché arrivò il Commissario trasportando il prezioso trofeo, Romàn Garcia, in manette.

“Voi… due” disse l’ufficiale “siete liberi, l’amore scoppia anche in prigione, incredibile”

L’amore. Romàn Garcia era la seconda volta che pensava all’amore. Era amore quello fra Luisa Ortega e el pipa? O era solo un’ossessione di lei per le cose grosse e una voglia matta di inzuppare il biscotto di lui? Inoltre, stando alla regola del naso…

Insomma c’era da indagare. Peraltro, era l’ultima occasione che aveva lui di chiedere al pipa:

“Dove hai messo la chiave?”

Jorge ricordò che, su suo ordine, aveva messo la chiave che credeva fosse falsa nel vaso dei suoi figli e rispose “Nella lavatrice!”

Romàn perse un battito e le lavatrici continuarono a girare…

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