La Ropa Sucia/251

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Ana Lucia si mosse sulla sua sedia. Che stava succedendo? Da quando Marìa, la procace giardiniera che non guardava in faccia nessuno, stava cedendo fra le sue certezze?

Nel frattempo entrò Edmundo nella stanza, dato che aveva sentito degli schiamazzi era entrato a curiosare.

“Marìa compie trent’anni, eh?” fu la prima cosa che chiese. Poi guardò Pedro con un anello da fidanzamento in mano.

“E Pedro Sanchez ha intenzione di sposarla, eh? Ma non avevi detto che dovevi portare il lutto, spezzando il cuore della bellissima Analisa, come nemmeno il più spietato degli assassini avrebbe osato fare?”

Pedro reagì veemente. “Infatti, stolto che non sei altro, questo anello di fidanzamento non è per un fidanzamento”
“Uh? Che storia è giammai questa? Allora perché uno dovrebbe regalare un anello a una ragazza?”

“Beh, sai, c’è scritto trenta sulla torta di Marìa e ho pensato di regalarle un anello. Si tratta semplicemente di un anello, che tiene stretto il dito in ricordo di quando lei mi teneva legato con le manette al suo polso. Tu, invece, cosa regali alle ragazze… ah già, non ne hai nemmeno una”

Edmundo, pur sentendosi toccato, rispose all’insulto dicendo “Sì, però io sono intelligente!”

Al che Pedro prese la torta e la spiaccicò in faccia ad Edmundo. Senza alcun motivo,  poi, Marìa disse “Tanto ero a dietaaa!” e lanciò il suo cocktail in faccia a Violetta, la quale a sua volta colpì Ambrogio dicendo “Tu stai nascondendo qualcosa, vediamo se ti picchio riesco a scoprirlo!”

Quella baraonda non rimase nascosta, anche perché, si sapeva, a Villa Nueva anche i muri avevano le orecchie.

Ad esempio, da Villa Riquelme si vedeva tutto e Sofia sorseggiava il suo vino bianco con aria estremamente soddisfatta. Peraltro, c’era Elisa che era diventata coppiera ed eventualmente anche portatrice di bottiglia, in modo da riempire il calice di cui sopra. Sofia era curiosa da quella carriera, Elisa si stava dimostrando con un sacco di carte da giocare; quindi avrebbe estratto anche lei le sue carte, per poter giocare a un ramino pokerato di sangue.

In terzo luogo, a Villa Riquelme, quella di José, era vuota perché entrambi erano stati invitati a casa di Marìa. Peraltro, José e Adele erano gli unici a non essere stati coinvolti nella rissa della festa, anche perché tutti avevano rispetto della donna incinta, e non era Adele.

Cioè, lo era, ma José a volte soffriva di isteria. Ad esempio, aveva preso da parte Adele per dirle tutto quello che sentiva dentro di lui.

“Io non posso credere di avere una sorella, ecco perché non ci ho mai parlato!” disse tutto d’un fiato.

“Né lei ha mai espresso desiderio di parlarti” osservò Adele. “Voglio dire, non a tutti piace il petto villoso che esibisci sempre… mica mi piace questa cosa”

José si spiazzò. “Ma… di solito sono gli uomini a dire alle donne di coprirsi, in quanto gelosi degli altri uomini che guardano le grazie delle compagne, e quindi tutte le donne girano coperte occludendo i piaceri della vista alla… vista degli uomini”

Ad Adele girò la testa. Voleva chiedere una cosa, a proposito, a José. “Vuoi sapere il sesso?”

“Il sesso lo conosco già. Avviene quando due persone si…”

“Non quello” sibilò Adele. “Nostro figlio!”

“Ah… ok” José sbuffò perché non sapeva cosa dire. Sì o no? E voleva l’origano nella pizza?

Le lavatrici continuavano a girare…

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