La Ropa Sucia/254

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Erano giorni inquieti, a Villa Sanchez. ciò che era successo al compleanno di Marìa, la procace giardiniera, era arrivato alle orecchie di tutti quelli a cui il destino di quella famiglia era un po’ a cuore. Soprattutto dopo un lutto così recente, mettersi a litigare non era segno di serenità.

Ad esempio, Pedro Sanchez fu costretto a portare il braccio al collo. Fu l’unico a portare segni evidenti di quella rissa, ma almeno aveva avuto la sua soddisfazione, perché Edmundo e Diego fuggirono dalla casa abitando adesso nella casa di Edmundo stesso, che non era ancora stata localizzata a Vilal Nueva.

“E sì che è difficile, localizzare una casa a Villa Nueva” disse Pedro, irritato dalla lentezza delle indagini condotte da Adele.

“Scusami tanto se sto aspettando un bambino e non posso muovermi!” esclamò Adele. Era ormai al quarto mese di gravidanza, ancora un altro poco e avrebbero potuto vedere l’erede dei Sanchez e dei Riquelme, un bambino o una bambina già ricchissima ancora prima di nascere.

“Hai letto il giornale, stolto?”

José Riquelme richiamò l’attenzione dei due fratelli, che lessero il titolo a nove colonne. Era chiaro, adesso, il dilemma che attanagliava il paese.

“Una grossa nube minaccia questo posto” disse José. “È il momento di fare qualcosa”

“Prendere l’ombrello” disse Adele. “Andiamo, José… sai anche tu che nascendo nostro figlio le nostre due famiglie sono pronte ad affrontare qualsiasi crisi ed uscirne indenni… in realtà, famiglie come i Gutierrez e i Salcido sono veramente nei guai”

“Hai ragione” disse José. “I Gutierrez hanno problemi con la successione e peraltro i due fratelli hanno già una compagna, quindi non possono neanche provarci con le sorelle Cascada, e Catalina è una donna… e che donna”

Adele sbuffò. Non poteva negare che Catalina fosse una bella donna, peraltro piaceva un po’ anche a lei.

“Adesso che possiamo fare?” chiese dunque, cambiando argomento. “Che ne sarà dei Sanchez? E Marìa?”

Nessuno aveva ancora visitato Marìa, la procace giardiniera, nella solitudine della sua stanza, che precedentemente era stata di Gonzalo, quando ancora la villa apparteneva pienamente ai Sanchez.

C’era Ana Lucia con lei, intenta a ricamare.

“Diego Sanchez si è dimostrato un uomo senza scrupoli” esordì la vecchia. “Inoltre, Edmundo ha azionato una lavatrice. Una situazione complessa, e non vedo proprio come si possa dipanare questa matassa”

“Hai ragione, Ana Lucia… allora che posso fare? Devo andarmene dalla Vilal, perché sono diseredata?”

“Sai bene che se non sposi un Sanchez, anche se hai comprato questa Villa devi rivenderla, per gli accordi che abbiamo fatto insieme” le ricordò Ana Lucia. “Il vero erede è il figlio di Adele, qualunque cosa possa venire fuori da Rocìo Gutierrez”

Rocìo Gutierrez era la figlia di Matìas, el muerto, e rivendicava anche lei la villa, per via del fatto che parte del sangue del viejo scorreva anche nelle sue vene.

“Dovresti sposare Pedro” consigliò infine la vecchia. “In questo modo non potrò mandarti via di casa e avrai anche tu una parte di eredità, e Pedro sarà reintegrato ovviamente”

“Ma Pedro non vuole sposarsi più… ha anche lasciato Analisa”

Ana Lucia sospirò. “Voi giovani non vedete al di là del vostro naso, vero? Lo so, perché sono stata anche io giovane, un tempo. Prima della Prima Guerra Mondiale, ma lo sono stata. Analisa non era veramente innamorata di Pedro, a lei piacciono solo le lavatrici e… ma certo, ma certo! Come ho fatto a non pensarci prima?”

E le lavatrici continuavano a girare…

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