La Ropa Sucia/255

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Ana Lucia prese le ruote della sedia a rotelle e cominciò a dirigersi verso lo studio di Gonzalo, dove Marìa sapevano esserci carte che riguardavano la planimetria della città.

“Gli Islas hanno costruito sulla vecchia casa dei Garcia! Hanno scelto una casa proprio vicino agli Espimas e, GUARDA CASO, Analisa ha cercato di corteggiare Pedro, perché così avrebbe osservato da vicino anche i Riquelme! E inoltre col fatto che Analisa stessa è una ragazza poteva fare a gara con Catalina! Tutto torna, tutto torna!”

Marìa non capiva il ragionamento di Ana Lucia, ma sentiva odore di rivelazione scioccante. Anche il tempo fuori dalla finestra era pronto a sparare un rombo di tuono mai sentito nemmeno nel peggiore degli uragani.

“Nonna” disse Marìa “che cosa state facendo?”

“Voglio dimostrarti che… eccolo qua!”

Ana Lucia prese quello che sembrava un vecchio foglio, e in effetti lo era.

“Ecco, vedi? È scritto tutto qui!”

Marìa prese il foglio e lesse quella calligrafia strana. “Si direbbe latino… no, greco”

“È la calligrafia di mio marito, colui che ho ucc… è morto cadendo dalle scale” disse lei. “Vedi? Mio marito voleva iniziare una produzione di lavatrici… ecco perché gli Islas sono venuti a Villa Nueva! Non mi stupirebbe se al loro supermarket si vendessero lavatrici!”

“In effetti succede… Edmundo ne ha comprata una…” Marìa lo sapeva perché lo aveva sentito dire da Diego Sanchez.

“Ecco, vedi? Siamo vicinissimi alla soluzione!”

Nel frattempo, Analisa Islas si era presentata a casa di Joshua, il quale era molto emozionato, non solo di avere una donna stupenda nel suo studio, ma anche per il fatto di aver concluso un importante accordo commerciale con i Cascada, famiglia molto potente ma che non aveva mai imposto la sua potenza, dimostrandosi umili.

“Capisci? Avvieremo una serie di fabbriche… anche se non sappiamo ancora quali. Convocheremo una per una le famiglie di Villa Nueva e compreremo da loro i loro0 latifondi. Tanto a loro non servono”

Analisa era oltremodo preoccupata. “Beh, allora diventare tua moglie conviene, oggi come oggi”

“Anche ieri come ieri” aggiunse Joshua. Poi la porta del suo studio si aprì, rivelando un uomo dal grosso fiatone. Si vedeva che aveva corso. Era anche caduto, a giudicare dal ginocchio sbucciato.

“Edmundo… il mio rivale in amore. Dimmi, che ci fai qui?”

Edmundo, il fidanzato intelligente di Analisa, guardò fisso negli occhi il fidanzato ricco di Analisa stessa, con la ragazza ancora seduta e intenda ad ascoltare il rumore della pioggia.

“Non puoi sposare la qui presente Analisa. Considerando che sono più intelligente di te e altre tre o quattro variabili,  non puoi sposarla, perché io ho una lavatrice. Analisa” si rivolse a lei “ti prego, torna da me. Te quiero mucho

“Joshua, lo sai che ha fatto Edmundo?” la ragazza era irritata da quell’uomo intelligente. “Ero disperata per la rottura con Pedro, e sono corsa fra le sue braccia… in realtà non ho rotto con Pedro,m ma ormai è diventato più fredda da quando non vuole più sposarmi. Insomma sono andata da Edmundo, e mi ha cominciato a dire che lui la lavatrice la spegne e la riaccende, a seconda di come deve lavare i vestiti”

Joshua arricciò le labbra. “Creerò una fabbrica di lavatrici”

Analisa si alzò e baciò il fidanzato ricco, spezzando il cuore all’altro, mentre le lavatrici continuavano a girare…

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