La Ropa Sucia/264

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Rocìo era talmente bella che aveva anche fatto smettere di piovere, tuttavia la passeggiata fra il carcerato e sua figlia non rimase inossevrtaa. C’era infatti Elisa Riquelme che stava lavando i vetri e quindi vide tutto quello che c’era da vedere, persino la brutalità con cui l’ex galeotto stava trascinando sua figlia.

Lei stessa era figlia di un galeotto, ma perlomeno Ezequeil stava attendendo che si scontasse la sua condanna, anc he s eprovava a intermittenza di interferire nelle vite di Villa Nueva.

“Che cosa stai guardando, Elisa Riquelme?” la riscosse Sofia, sempre arrabbiata con lei, sempre pronta a darle nuovi compiti.

“Niente” disse lei riscuotendosi e tornando a pulire.

“Niente, lo dico io” disse Sofia avvicinandosi alla figliastra. “Sai che cosa ti succede se non finisci di pulire, vero?”

Elisa pensò al tiburòn, a come la prendeva, a come la toccava, a quanto le prometteva… tutta via, pensò che fosse il momento di salvarsi da sola, invece che a spettare le parole di uno stupido che non sapeva nemmeno parlare ad alta voce. Perlomeno, el loco aveva mollato tutto ed era andato con la sua bella in Europa ad uccidere il vecchio marito di lei…

“Senti un po’, Sofia!” esclamò Elisa Riquelme. “Il fatto che tuo marito ti abbia messo le corna non vuol dire che io debba sottostare ai tuoi ordini per smepre!”

Le diede anche un bel ceffone e fuggì via, lontano, in modo da nonm avere ritorsioni. Aprì la porta, incurante della pioggia e andò dritta a casa Riquelme, quella minore, dove vivevano Adele Sanchez e José Riquelme, i quali guardavano la televisione

“José! Tu sei mio fratello, vero? Capirai quanto è cattiva Sopfia! Ribelliamoci e ocupiamo la casa!”

José si voltò verso la sorellastra, tutta bagnata. Si alzò e presa una tovaglia le consigliò in maniera muta di asciugarsi.

“Purtroppo ho già una casa, cara, ma la tua è una bella idea. Per adesso puo stare qui, magari aiuti mia moglie nella gravidanza”

“In che senso? Devo portare per un po’ il figlio per lei?” chiese Rocìo stolidamente.

“Magari!” esclamò sognante Adele.

“Non è possibile fare una cosa del genere” disse triste José. “Tutytavia puoi esser ei suoi piedi e accompagnarla nel solito tragitto letto/bagno e soddisfare tutte le sue voglie strane”

“Ho voglia di un termosifone” disse Adele.

“Ok… ci penso io” disse Elisa. Tuttavia, non si sentì nessun bussare alla porta, perché Sofia, essendo stata colpita, si era bloccata in quella posizione assorbendo tutto il dolore e il calore della guancia. Si sentiva persino svegliata, e cambiata nel carattere.

Nel frattempo, il giorno dopo, sul giornale di Villa Nueva uscì il seguente articolo:

I Cascada aprono una nuova fabbrica – Villa Nueva si industrializza

La notizia gettò nello sconforto tutte le altre famiglie. Peraltro, stavano arrivando anche le palle demolitrici, gli escavatori e tantissimi operai.

Persino Diego Sanchez aveva paura.

“Tocca sposare una delle due Cascada, altrimenti si perdono i privilegi da ricchi… toccherà lavorare per vivere!”

“Già” disse Edmundo. “Ma chi sposare? Carmen o Joaquina?”

Edmundo e Diego potevano parlarne all’infinito e non arrivare mai a una conclusione.

In quello stesso istante, Ramòn Fernandez stava scostando una ciocca di capelli dall’orecchio di Joaquina. Erano entrambi in piedi di fronte una vetrata che lasciava passare i raggi del sole.

Te amo, mì amor” disse Ramòn Fernandez, prima di avvicinarsi delicatamente alla bocca carnosa di lei e baciarla.

E le lavatrici continuavano a girare…

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