La Ropa Sucia/279

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Se Romàn Garcia era sulle prime felice di aver fondato un Clan tutto suo, considerato i suoi ascendenti e il ruolo importante che aveva fra le istituzioni, non credeva che poi avrebbe questo comportato un sacco di doveri.

“Certo che è difficile fondare un clan” disse lui. “Non che sia difficile in sé, è la gestione il problema. Ad esempoio, Luisa Ortega e el pipa, che fine fanno? Sono forse sempre a letto, come facevano una volta el muerto e Pepa Gutierrez?”

“Sì” disse Raquel, degustando il tè con lo zio con la stessa compostezza. In quel momento sembravano davevro una perfetta famiglia inglese. “Inoltre, c’è da dire che Rocìo Gutierrez è stata rapita proprio da Matìas Gutierrez. Immagino che voglia impalmarla a qualcuno, ma per adesso non ha avuto molta fortuna. Stanno vivendo nella casa di lei, a quanto ne so”

E Raquel ne sapeva parecchio. Visto che era tornata con Fernando, lui aveva messo in guardia suo fratello Miguel che a sua volta aveva una conoscenza nella palazzina doveva viveva la madre di Rocìo, ovvero la ex del muerto, quella che era rimasta incinta dopo la loro fugace relazione. L’unica persona in vita, a parte Ezequiel, a sapere la cruda verità sul muerto.

Ed era lì che vivevano, facendo finta di fare la famiglia perfetta. In realtà, el muerto aveva fatto in modo che la madre di Rocìo non lo vedesse mai, così lei non aveva idea della presenza dell’evaso.

“Parlando per esclusione, non sembra che Rocìo al momento possa essere parcheggiata” disse Romàn. “Lei non ha espresso desideri in tal senso?”

Raquel fece spallucce. “A lei interessa solo Villa Gutierrez e vivere da regina, piena di soldi e comandare sui terreni che i Gutierrez hanno. È un problema del muerto trovarle un marito, anche perché sono soldi in più e quelli non bastano mai, come sappiamo”

“Terreni che ormai vanno a scomparire, qui in città” disse Romàn. “Non ho idea di cosa vogliano fare i Cascada con Joshua, ma di sicuro niente di buono”

“Pare che Joaquina si sia messa persino con Ramòn Fernandez, incurante del pericolo che corre” osservò Raquel.

“Come lo sai?” chiese lo zio.

“Ho letto l’articolo di Rebecca Jones. Davvero, zio, dovresti leggere più spesso il giornale del paese”

Tuttavia il povero zio non lo avrebbe mai letto.

“Che senso ha” borbottò “leggere un giornale che riporterà sempore le stesse notizie per tutto il giorno, mentre il mondo cambia, e devi sapere le nuove notizie solo il giorno dopo?”

Raquel sgranò gli occhi.

Nel frattempo, Rocìo Gutierrez stava giocando con sua madre a Dama, quando le pervenne un messaggio. Un messaggio così, dal nulla, mentre stava spostando una pedina.

“Che cos’è quel biglietto?” chiese la donna.

“Un biglietto” rispose la ragazza. Lo lesse e sospirò.

“Devo andare” annunciò. La madre squadrò con sospetto quel biglietto.

“Dove devi andare? Tanto, comunque, avevo vinto”

Infatti fece un’ultima mossa e la partita si concluse con una sconfitta per Rocìo. Forse aveva perso quella partita, ma non la guerra.

“Devo andare” rispose dunque “a conoscere il mio fidanzato”

Avere affidato a suo padre la ricerca del fidanzato stava dando i suoi frutti. Soprattutto, si era raccomandata che fosse ricco. Se avesse avuto questa prerogativa, sarebbe stata disposta anche a passare sopra l’aspetto fisico.

Sul biglietto c’era scritto semplicemente Villa Sanchez, ore sedici.

Quelle parole avrebbero fatto il giro del paese, mentre le lavatrici continuavano a girare…

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