La Ropa Sucia/292

Immagine

Il Commissario non poteva credere all’esistenza di buste nere glitterate.

“L’altro giorno ho inviato alcuni miei agenti dentro la catapecchia che era usata dai Fernandez per il loro Clan dei Neri, per arrestarli… invece ci hanno trovato un sacco di ragazze vestite di nero, che stavano facendo chi pozioni, chi accarezzavano gatti, chi si truccava a vicenda con robe nere… c’era anche qualcuna che muovevano rami dicendo parole in latino. Uno di loro avrebbe tanto voluto unirsi a loro, ma è stato cacciato in malo modo e adesso sono tre settimane che ha la congiuntivite e una pustola verde e pelosa sul naso. Vero, Francisco?”

“Hola” disse Francisco, presentandosi esattamente come lo aveva descritto il suo superiore.

“Credo che abbia circa un mesetto da vivere” disse il Commissario, che non avendo nessuna conoscenza medica sparava conclusioni senza capo né coda. “Io non volevo crederci, ma se anche la procace giardiniera fa parte di questo clan, e anzi ne è diventata la Gran sacerdotessa, allora dobbiamo correre ai ripari”

Pedro annuì, attese anche un’idea da parte del poliziotto ma viceversa la stava aspettando anche lui dal ricco nobile ed orfano, così rimasero molti minuti senza sapere cosa fare e cosa dire, finché Pedro non si alzò e decise di farsi giustizia da solo.

Vednednolo armeggiare con uno zaino da campeggiuo, la nonna Anma Lucia gli si avvicinò, sempre attenta a non smettere di ricamare: “Credevo che dopo che è esplosa la lavatrice di Joshua tu avessi smesso di fare campeggio” osservò lei, sulla sua seida  rotelle semovente.

“Nonna” disse Pedro “Non faccio campeggio da quando avevo dodici anni, nel breve periodo di scoutismo” rivelò.

Così attese il pomeriggio, messo sulla scalinata pronto ad andarsene. Visto che già la nonna lo aveva interrotto mentre preparava i bagagli, preferì attendere fuori all’addiaccio piuttosto che rispondere sempre alla stessa domanda. Tuttavia, lui primoi doveva sapere che a Villa Nueva i muri avevano davveroi le oprecchie, e andavano regolarmente a visitare l’otorino, per cui quell’incarnazione del muro prese le sembianze di José Riquelme.

José dal canto suo era piuttosto allegro: il bambino stava per nascere, e Adele sarebbe tornata gradevole da guardare, inoltre aveva passato gli ultimi due mesi a convincersi che il nascituro fosse veramente suo, che quella notte al compleanno del viejo fosse riuscito in qualche modo a concepire. Infine, aveva trovato una perfetta sorella in Elisa Riquelme, che era ancora schiava della perfida Sofia, ma perlomeno aveva lasciato el tiburòn.

“Certo che mia madre è davvero perfida, eh” iniziò José.

“Certo che lo è” disse Pedro.

“E adesso dove credi di andare?” chiese José.

“Devo vedere se Marìa può essere una buona moglie, o sta costruendo un castello fatto di segreti e bugie”

“Ah, come il castello dei Garcia, vero?” chiese José. “Sai che adesso si chiama Castello Espiams e ci abita Fernando, che spadroneggia coi soldi della moglie?”

“Sì… senza sapere che il bambino che sta crescendo dentro Clara Gonzlaez è poroprio il suo” disse Pedro. “Ma tu che ci fai fuori a quest’ora? Non dovresti assitere mia sorella? E se dovesse avere qualche contrazione?”

“Oh, ci penserà Ambrogio” disse José. “È un bravo maggiordomo”

“No, non lo è” osservò Pedro. “Sai che vuole sfidare i Fernandez a duello, vero?”

José sgranò gli occhi e corse veloce verso la moglie, mentre le due lavatrici continuavano a girare…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...