Né di caccia, né di pesca.

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Sarò anche libero di mettere la Nuova Zelanda nei miei articoli?

La storia che sto per raccontare non parlerà né di caccia né di pesca.

La storia che sto per raccontare parlerà di un robot maniaco depressivo. l robot in questione si chiama Eustorgio. Secondo i suoi progetti riusciva a sparare laser… ma nessuno glielo aveva detto! Era stato fabbricato e messo lì in attesa di qualcosa che nemmeno i suoi creatori sapevano cosa perché lo avevano dimenticato, troppe cose da fare.

Stanco di quell’attesa, Eustorgio decise di andare dritto filato, e di persona, all’assistenza clienti.

“Save”, io non ho nessun potere da robot”.

La tizia dell’assistenza clienti lo guardò molto attentamente e cercando di non guardarlo troppo negli occhi inquietanti e si spaventò non poco.

“Mi scusi…” da dove cominciare senza guardarlo? Eustorgio non abbassava mai le palpebre, era un robot! ” Mi scusi, ma questa è l’assistenza clienti. Lei è… insomma, lei è un nostro prodotto, tecnicamente”

Eustorgio allora fece qualche rapido calcolo difficilissimo e concluse fra sé, mentre la tizia dell’assistenza clienti scappava: “Se cinque per quattro dà venti, allora io potrò benissimo andare a combattere il perfido lord Inchiostro”

Nel frattempo, in una base segreta, il perfido Lord Inchiostro rideva.

“Rido!” rideva dunque, mentre cambiava colore ad ogni risata.”Voi, Bianco e Nero, dovreste avere una sfumatura!”

Si rivolge a si suoi due prigionieri, messer Bianco e Messer Nero ed entrambi, spaventati a morte a causa di quei toni minacciosi e peraltro legati come salami, strepitarono: “Ti prego! Niente sfumature a pois!”

Come se fosse la cosa peggiore.

Lord Inchiostro ci pensò su e disse: “Che ne dite di un ottimo blu e marrone?”

I due messeri si guardarono e urlarono “No! Ti prego! Blu e marrone fa cafone!”

Ma stavolta non ci furono obiezioni che tenessero, Lord Inchiostro rese il Bianco e Nero Blu e Marrone, e ovviamente andò a finire che i due prigionieri presero a insultare il proprio aguzzino utilizzando parolacce, ruttando e sputando per terra.

E fu proprio allora, mentre il Lord rideva per quella metamorfosi pazzesca, che venne Eustorgio, annunciato da una trombettina.

“È finita, perfido lord Inchiostro! Da questo momento sarai una penna quattro colori!”

Il Lord, vedendo quel dito minaccioso puntare lui, gelò un attimo, ma poi venne investito da una scarica di… niente, perché abbiamo detto che Eustorgio non sapeva di poter sparare raggi e dobbiamo dare coerenza al nostro testo.

Fatto stava che in ogni caso Lord Inchiostro divenne comunque una penna quattro colori, perché fortunatamente Eustorgio aveva tolto i riscaldamenti e a gennaio in quella grotta c’era parecchio freddo, quindi al perfido non rimase altro che infilarsi dentro un astuccio di penna. Rischiava di seccarsi.

Eustorgio liberò il blu e il marrone, che però dissero arcigni: “Vaffanculo, non volevamo essere liberati, stronzo!”

E fu allora che il povero robot smise di essere un supereroe.

 

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2 pensieri su “Né di caccia, né di pesca.

  1. Questa storia meriterebbe un 10/10 solo per la pertinenza del titolo!
    Nè di caccia nè di pesca, ma si parla di un robot. Giustamente. Non fa una piega.
    Non pensare poi che non abbia notato l’Aven segnato in grassetto in mezzo alle parole!
    Eustorgio poverino mi ha fatto molta tenerezza, non solo per il nome infame con cui i suoi creatori lo hanno marchiato, ma anche per il finale!
    Ecco bambini, vedete cosa succede a non leggere il libretto di istruzioni? Poi avete i raggi laser e non lo sapete!

    "Mi piace"

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