La Ropa Sucia/305

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Edmundo non sapeva che le cose stavano precipitando così tanto, ad esempio non aveva idea che frequentare Catalina Salcido avrebbe significato frequentare i vari salotti di moda, anche perché Catalina non aveva mai smesso di fare la modella, nonostante Guillermo fosse sparito nel nulla da due mesi facendo perdere le sue tracce, diventando così l’agente di se stessa. Se sulle prime era molto dubbiosa, invece, grazie a quel calendario doveva aveva posato nuda e al fatto che aveva presenziato al Carnevale di Rio, era diventata molto famosa anche in Brasile, guadagnando così un sacco di soldi ed esibendo anche un fidanzato per certe occasioni, quando ne aveva bisogno. Quando non aveva bisogno di lui, invece, andava a divertirsi con le amiche. In sostanza, non stava mai o quasi mai a VIlla Nueva.

Tuttavia, per Catalina anche quello era un piano infallibile, proprio per salvare Villa Nueva. Girando attorno alla città, aveva capito molte più cose e venne il giorno, la prima settimana di giugno, ovvero quei giorni in cui il paesino si riempiva in occasione della sagra dell’asado, che si consumava in tre giorni ma occorrevano perlomeno il quadruplo per organizzarlo, in cui Catalina tornò a Villa Nueva e raccontò tutto quello che aveva scoperto a Edmundo, che era ancora in possesso della lavatrice, ma da solo, perché Diego Sanchez era andato a vivere con Rocìo Gutierrez a casa di quest’ultima e sua madre. Madre che era ancora ignara di avere un evaso in casa.

“Capisci, dunque?” chiese Catalina, raccontando a Edmundo tutto quello che aveva vissuto negli ultimi due mesi, ma che querst’ultimo non aveva sentito, in quanto gli era venuta una gran voglia di fare il punto della situazione e vedere come lui avrebbe potuto infilarsi nelle varie situazioni.

“Sì” rispose Edmundo, tenendo gli occhi fissi alla lavatrice. Poi gli venne in mente che dire solo sì avrebbe insospettito la bellissima, così tirò fuori l’argomento che più premeva Villa Nueva in quei giorni.

“Però, lasciamelo dire, il punto focale della questione è la distruzione della lavatric  e di Joshua, che ha reso lui povero e i Cascada senza più un accordo commerciale che avrebbe portato Villa Nueva ai giorni nostri, invece che ancoratio ancora al medioevo quale noi siamo”

“Medioevo? Ma se vedo una macchina ogni tanto!” esclamò Catalina.

“Hai capito che intendo rispose Edmundo. “C’è un incantesimo a Villa Nueva. Tu sai perché Francisco Miranda è il sindaco?”

“Certo che lo so, vivo a Villa Nueva da più tempo di te. Sta di fatto che l’ho anche votato”

Edmundo rimase bloccato da quella rivelazione.

“Mi stai dicendo che i Sindaci possono anche essere votati?”

“Beh… sì? Adesso siamo in democrazia, sai?”

Era vero. Edmundo era troppo abituato alla dittatura e alla guerra civile per poter capire che un sindaco poteva anche essere eletto. Poi, a Villa Nueva non era arrivato neanche un proiettile. Era proprio un posto fuori dal mondo.

“E va bene, a questo punto posso anche dirlo” disse Edmundo.

“Vuoi sposarmi, vero?” chiese Catalina, intuendo fra quelle parole l’odore dei fiori d’arancio.

“Certo che sì, ma a parte questo” disse Edmundo, prendendo le mani candide di Catalina nelle sue “aumentiamo la velocità dlela lavatrice… della nostra lavatrice”

Catalina sentì un’accelerazione del cuore e gettò uno sguardo colpevole sulla lavatrice. Ce n’era anche un’altra a Villa Sanchez, che giravano senza sosta…

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