La Ropa Sucia/311

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El loco era infastidito dal fatto che Roberto Mendosa, l’aitante runner, gironzolasse attorno ala sua città. Ma non importava, lui sapeva che se Roberto mettesse piede a Villa Nueva, la polizia lo arresterebbe subito, perché era ricercato per l’omicidio di Gonzalo Sanchez, un delitto che ancora reclamava vendetta. Era peraltro una personalità molto nota, visto che aveva contribuito a fare grande il suo cognome e di riflesso anche la stessa cittadella.

Era con questi pensieri in testa che il primogenito dei Gutierrez stava disegnando la lavatrice con l’inchiostro nero, che aveva comprato proprio in quel negozio. Casa Salcido dava direttamente al castello lugubre dei Garcia, dove viveva Raquel, la quale aveva messo le corna a Fernando suo marito proprio durante il viaggio di nozze, e quest’ultimo aveva pugnalato alle spalle suo fratello, mettendsone incinta la moglie.

Non poteva credere che fra fratelli potessero succedere quelle cose. Forse perché era abituato al tiburòn e lui non avrebbe mai tradsito suo fratello, anche perché le ragazze lo evitavano. Non ultima, Elisa Riquelme: peccato, perché il cognome che portava lei voleva dire una dote molto sostanziosa e per i Gutierrez sarebbe stat un’occasione più unica che rara. Inoltre, il fatto che era venuto fuori una figlia da una relazione extraconiugale di Ezequiel non eslcudeva che potevano esserci altri fratellastri di José anche da parte di Sofia, quella che interpretava il ruolo di bigotta chissà per quale ragione.

Una volta terminato il disegno, el loco se ne andò, ma sentì le sirene spiegate della polizia e l’urlo che gli imponeva le mani in alto.

“Che caspita, ce l’avevo quasi fatta” borbottò imitando il fratello. Poi gli venne un’idea.

“Ti dichiaro in arresto… come ti chiami, loco?” chiese il Commissario, nervoso per la notte di sonno mancato e cercando le manette, che poi si rivelarono essere attaccate dall’altro lato.

“Mi chiamo Ramiro Paulo, sono el tiburòn” rivelò lui, tenendo gli occhi bassi.

“Cosa? Non ho sentito niente” disse l’ufficiale. “Sei per caso el tiburòn? Dalla soffiata non risultava, pensavamo fossi tuo fratello”

“Ebbene, ci somigliamo molto come dovreste sapere”

“Intanto noi ti dichiariamo in arresto, hai diritto a un avvocato e anche a quello di rimanere in silenzio”

Così, sogghignando, el loco andò in centrale, sempre recitando la parte del fratello.

Nel frattempo, passò la notte anche per Rosa, la chica formosa, la quale era incuriosita dalla nuova vita che stava per cominciare col marito, anche er aall’oscuro di quello che lui stava facendo e perlatro non er nemmeno tornato per la notte. Escludendo a priopri una notte brava con un’altra donna, Rosa considerò tutte le opzioni.

Paulo Ramiro era a giocare a poker con pedro sanchez, suo fratello Diego e José Riquelme: impossibile, anche perché José Riquelme era negato con le carte. Aveva cercato di barare qualche tempo prima, affondando la mano dietro la sua camicia, mostrando pe run attimo il petto villoso e lei se n’era innamorata. Rosa sapeva giocare benissimo a poker, e Paulo lo sapeva, quindi se fosse stato così l’avrebbe portata con sé.

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