La Ropa Sucia/313

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“La sagra dell’asado è un evento molto particolare” rispose Roberto Mendosa, l’aitante runner, chiedendosi cosa l’altra, Rosa la chica formosa, avesse capito. “Molto particolare”

Rosa era un po’ delusa, in effetti. Roberto era veramente aitante e lei era formosa, quindi il sempolice fatto che non ci fosse mai stato niente fra loro era strano.

Improvvisamente, si aprì la porta. Era giunto el loco.

“Oh” fu la prima cosa che disse, vedendo la figura nera incappucciata, a tre metri di distanza da Rosa. “Sei tu”

Roberto sbuffò, divertito. “Mi hai riconosciuto subito, eh? Non ti è bastato minacciarmi?”

El loco ricordava benissimo cosa si erano detti e cosa era stato fatto in quell’autogrill. “Eh, ti piacciono gli autogrill… che altro potevo fare, se non minacciarti?”

“Offrirmi un piatto di asado” rispose Roberto “e al diavolo la dieta da runner che conduco”

“In ogni caso” tagliò corto el loco. “Non puioi stare in questo monolocale, perché come vedi ho un lavoro da svolgere e io e mia moglie stiamo per stabilirci qui. Non so chi e con quale scopo ti abbia installato in questo luogo ma ti conviene sloggiare. Magari vai a veivere con mammina”

Roberto pensò a sua madre che in effetti viveva  nelle segrete del castello dei Garcia e disse “In effetti, dove vive mia madre è meglio di qui”

Lo disse solamente per ferire i sentimenti del loco, il quale teneva molto a tutto ciò che era suo.

Passò un altro giorno, dunque, dove finalmente Paulo Ramiro rivelò alla moglie cosa aveva intenzione di fare e con quale scopo. Il semplice fatto di stare incolpando el tiburòn doveva reggere, pertanto più persone sapevano, meglio era.

Rosa, da ciarliera com’era, la prima cosa che fece fu andare al bar della piazza, in modo da farsi vedere da tutti gli anziani del posto, che come al solito si sedfevano nelle panchine: che fosse estate, inverno o un incrocio fra le due stagioni li potervi trovare sempre, e sicuramente erano anche imparentati fra loro. Anziani uomini che fumavano giocando a carte, anziane donne che si sedevano tutte vicino a rimuginare sugli eventi per la maggior parte nulli che avvenivano in piazza, e il bar, il quale era sempre pieno di gente proveniente da ogni estrazione sociale. Per inciso, Rosa si sedette in uno dei tavolini sotto il gazebo invernale, che quindi in estate non c’era, e attese che arrivasse qualcuno, com’era solito a Villa Nueva. In effetti, Catalina Salcido ed Edmundo si sedettero.

Rosa non sapeva nulla di loro due, era due mesi che mancava e molte cose si erano perse nel viaggio atlantico fra l’Argentina e la Germania Ovest. Per quel motivo Rosa strategicamente si avvicinò per origliare. Tuttavia, non lo fece con eleganza e Catalina se ne accorse con la coda dell’occhio, distratta com’era dal rumore dela sedia che strisciava.

Catalina era una tipa per la quale ci si poteva aspettare qualsiasi cosa, persino rimuginare sulel cose mentre gli altri parlavano, facendo anche un discorso semi serio. Per inciso, la ragazza stava considerando Rosa e el loco come una minaccia. Se erano tornati a Villa Nueva doveva esserci per forza un motivo, e se quel motivo fosse proprio far azionare la terza lavatrice che Villa Nueva richiedeva a gran voce?

Le altre due lavatrici, sicuramente, continuavano a girare…

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