La Ropa Sucia/316

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Pedro Sanchez si svegliò sudato quella mattina. Non tanto perché aveva ancora gli incubi sulla presunta identità della fidanzata, ma perché aveva una gran voglia di asado.

Ormai quel giorno stava per approssimarsi, ma ciò che più gli premeva era quello che aveva detto alla nonna, ossia che quel giorno di gennaio, lui aveva preso le chiavi della macchina dal mobiletto, che guarda caso era a forma di parallelepipedo, esattamente come la lavatrice.

Poi c’era la questione Marìa, la procace giardiniera. Ecco perché pedro aveva ancora i brividi di freddo quando ci pensava. Era una strega. Aveva anche denunciato la faccenda alla polizia, ma a quel che pareva nessuno poteva farci niente.

Inoltre, sospettava di chiunque in quel periodo, decise quindi di parlarne con la nonna, la perfida Ana Lucia, anche se non lo era esattamente era lei stessa che si auto definiva così.

Come al solito, la trovò intenta a ricamare e a ricevere qualcuno, in quel caso Violetta, sua nuora, la quale attendeva sempre di essere la nuova matriarca, anche se non aveva il coreaggio di uccidere nessuno. Eppure sarebbe stato semplice mettere dell’arsenico nello zucchero e farli crepare tutti durante una cena.

Pedro si riscosse da quel pensiero malvagio e rispose al comando della nonna di accomodarsi.

“Cosa succede, nipote caro?”

Pedro registrò quelle due ultime parole. Nipote caro… quando mai lo aveva chiamato così. Poteva davvero confidarsi o Ana Lucia tramava trame segrete, le ultime della sua vita?

Pedro si sorprese per la seconda volta a fare pensieri funesti, ma che gli stava succedendo?

“Ecco, vedete… io penso che Marìa sia una strega” rivelò il ragazzo a madre e nonna.

“Marìa, la procace giardiniera?” chiese Violetta.

“E chi, se no?” disse Pedro. “Ho trovato un biglietto fra le carte di Diego, probabilmente ai tempi in cui ancora stavano insieme. A quanto pare lei è diventata Gran Sacerdotessa di una certa setta che probabilmente attua anche sacrifici umani”

Pedro si disse di smetterla di pensare alla morte.

“Questo cosa c’entra col disegno piùà grande?” chiese Ana Lucia.

“Ana Lucia, guarda che potrebbe benissimo essere collegato. Guarda la cosa con un’ottica più grande: Diego Sanchez ha accettato di sposare Rocìo Gutierrez, anche se la data è da destinarsi. Poi, a quanto pare c’è una specie di giustiziere mascherato che sta dipingendo le lavatrici per tutta Villa Nueva e i Garcia stanno per fare la loro mossa. Insomma, qualcosa in questa città sta per cambiare, e non dipende solo dall’asado” disse Violetta, riassumento i fatti principali di quel torno di tempo.

“Marìa ha anche chiesto di sposarmi, ma a queste condizioni non so se posso dirle di sì, che si può fare, senza studiare le prossime mosse” sospirò Pedro, sentendosi del sangue nelle mani anche se tecnicamente non aveva nessuna colpa.

Così si alzò, vedendo che sua nonna non sapeva come aiutarlo, e annunciò “Andrò a parlare con Diego. Perlomeno lui dovrà sapere cosa combinava Marìa ai tempi”

“Aspetta, Pedro!” esclamò imperiosa Ana Lucia. Il ragazzò si voltò verso di lei, speranzoso di ricevere una dritta illuminante, o anche un’arma segreta, ma anche una compilation. Qualsiasi cosa gli sarebbe servito.

“Ecco qui uno scialle” disse lei, regalandogli il suddetto, con su ricamata una rosa. “C’è freddo e dovrai riscaldarti”

Pedro sgranò gli occhi mentre le lavatrici continuavano a girare…

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