La Ropa Sucia/319

Immagine

Ambrogio, il maggiordomo di casa Garcia, fu visto da Fernando, che era al balcone nonostante il cattivo tempo che preannunciava tempesta. Era troppo enigmatico, quel servitore, pensò mentre lo vedeva andare verso il misterioso visitatore e lo fece anche entrare, trattenendolo pur poco, invece di mandarlo via. A Fernando non piacevano i visitatori inattesi, ma neanche quelli attesi. Era già tanto se sopportava il suo fratellino, il piccolo Benjamin, che chiedeva a intervalli irregolari una torta a qualsiasi famiglia gli capitava a tiro, visto che con Jùan Islas avevano formato un Clan Grigio.

Nel frattempo el muerto venne condotto attraverso il complicato dedalo di corridoi che era nascosto dall’atrio principale e finalmente giumnse alla stanza del fratello, el pipa, il quale era proprio lì, che riempiva alcune carte.

La prima cosa che notò era un letto matrimoniale, dove presumibilmente consumava con Luisa Ortega. Solo lui poteva divertirsi con le ragazzine, ma Luisa in quel momento non c’era.

“Matìas…” disse el pipa.

“Jorge…” disse el muerto. Nessuno dei due volel abbracciare l’altro, c’era ancora troppo astio.

Jorge dentro di lui era ancora convinto che el muerto fosse effettivamente morto, perché nessun fratello al mondo poteva mai mandare all’aria un matrimonio fino ad allora perfetto, quello che aveva lui con Pepa. Tuttavia quello non lo disse, si limitò solo ad alzarsi e a fissare Matìas, in atetsa che dicesse qualcosa, come ad esempio il motivo per cui per guidare una barca servivano i remi oppure la ragione per cui era lì presente invece che stare freddo a tre metri sotto terra.

“Sono venuto” disse Matìas “per dirti una cosa”

Jorge capì. Era sempre così: Matìas doveva sempre dire una cosa: che fosse una cosa, oppure scoprire le marachelle che avrebbero doivuto rimanere nascoste, o anche semplicemente tormentarlo pizzicandolo, Jorge doveva parlare.

“Dimmi, ti ascolto” disse dunque, suo malgrado. Nessuno faceva tutta quella strada e scavalcare la vigilanza del castello solo per dire una cosa qualunque.

“Diego Sanchez e Pedro Sanchez, suo fratello, si sono stretti la mano. Pare che vogliano scoprire il motivo per cui esiste il clan delle streghe, di cui nessuno sapeva l’esistenza.”

Jorge sentì come un fulmine nella sua testa, seguito poi da uno vero fuori dal balcone.

“Clan delle streghe? Oh Gesù, adesso capisco…”

“Cosa capisci? Parla!” inclazò el muerto, sentendo un’agitazione che non riusciva a giustificare.

In quel momento aprì la porta Luisa Ortega, che sulle prime si spaventò nel vedere quell’essere massiccio proprio di frotne a lei, poi capì che si trattava del fratello del suo compagno.

“Oh, salve” disse lei. In realtà el muerto era un evaso: potreva camminare e andare in giro senza colpo ferire?

“Luisa” disse Jorge con voce grave “Stavamo proprio dicendo a mio fratello Matìas che succede tutto per una ragione. Esiste un clan delle streghe”

Luisa Ortega adesso capì. “Beh, tutto si spiega, no? L’anello di tuo padre, Fernando, l’esistenza di una sorellastra di José Riquelme e anche perché il meteo fuori sembra seguire tutte le nostre vicende”

Seguitò un rombo di tuono.

“Non capisco, volete spiegarmi?” chiese Matìas.

“Allora” disse Luisa. “Stando qui in questo castello abbiamo avuto modo di studiare tantisismo i recenti avvenimenti. Avrai sicuramente sentito parlare della mossa dei Garcia, no?”

Matìas deglutì. Non pensava che quella discussione si sarebbe protratta toccando i livelli più profondi di Villa Nueva, ma le lavatrici continuavano a girare…

Pubblicità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...