La Ropa Sucia/322

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Martina Espimas sbuffò e tornò sui suoi passi, borbottando qualcosa sui megalomani. Aveva visto il maggiordomo rompere una bambola e passarla liscia, le aveva viste tutte.

Ambrogio sapeva che doveva sfidare a duello Ramòn Fernandez, ma più che altro per ché era stato lui a lanciare la sfida. Gli era stato presentato un guanto, qualche settimana prima, che era stato infilato a forza sotto la porta della casa dove abitava, e lui aveva capito subito cosa fosse. Peraltro, aveva scartato l’altra opzione possibile, ovvero quella che potesse essere una citazione a Mickey Mouse, il topolino che aveva i guanti.

Inoltre c’era da risolvere il problema di Roberto, l’aitante runner, il quale aveva incontrato Pedro Sanchez ed ne aveva avuto paura. Ne aveva ben donde, visto che lui aveva ucciso suo padre. Fintantoché restava in casa in compagnia di Rosa, la chica formosa, tuttavia, non correva alcun pericolo.

Da quando aveva incontrato Pedro, Roberto aveva deciso di prendere un’altra strada, per andare a correre, strada che gli permetteva di vedere la maggior parte delle ville e passare anche davanti al supermercato, pertanto fu visto da Edmundo, che lo comunicò sia a Catalina, la sua fidanzata, che ad Analisa, la sua principale.

Edmundo si sentì molto intelligente nel fare questo. Comunque, era di sicuro molto fortunato, perché non tutti gli uomini potevano permettersi contatti così stretti con donne stupende due alla volta.

Le reazioni furono diverse e contrapposte. La bionda figlia dei Salcido si rabbuiò e deglutì, sapenado bene ciò chge l’aitante runner aveva fatto e prendendone coscienza, sapendo anche che era accaduto sotto il suo tetto. Così disse “Grazie per avermelo detto” andò a comunciarlo ai suoi genitori.

Quanto ad Analisa, non aveva niente contro Roberto, anzi chiese se fosse single e magari porovarci con lui, anche perché era aitante e sicuramente avere a che fare conm un ragazzo imparentato coi Gutierrez poteva sicuramente avere dei vantaggi anche economici per lei, anche se sapeva che i suoi genitori non avrebbero mai approvato. Era da due mesi, infatti, che i coniugi Islas pensavano che Analisa se proprio doveva scegliere un fidanzato, che fosse fuori da Villa Nueva.

“… così è fuori dalla lavatrice, capisci” spiegò sua madre.

Analisa ascoltò con attenzione ciò che aveva da dire Edmundo e fu natrurale quello che gli chiese: “Edmundo, hai ancora la tua lavatrice, vero? Voglio dire, non ha fatto la fine di quella di Joshua”

“No” disse lui “non farò la fine di Joshua. Intelligente come sono, so usare una lavatrice. Lui ha scherzato con il fuoco e si è ridotto sul lastrico. Adesso vive come un barbone”

Non sapeva però che era stato ripulito e salvato dai fratelli Fernandez, cosa che non tutti potevano dire.

“Ottimo, ottimo”

Analisa sapeva già cosa fare. Incaricò suo fratello Jùan a spiare Roberto, per vedere dove andava e cosa faceva, e soprattutto dove fosse sua madre Cecilia.

“E cosa avremo in cambio?” rispose lui.

“Mamma farà una torta enorme glassata” rispose lei vaga. Jùan era entusiasta.

“Sempre meglio della torta alle carote che mi propina Martina Espimas” Jùan si mise a correre, sicuramente diretto proprio a Villa Espimas, a confabulare col piccolo Benjamin. Analisa sospirò, mentre le lavatrici continuavano a girare…

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