La Ropa Sucia/331

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“No” disse la Strega. C’erano Rocìo e suo cugino el tiburòn sulla soglia della casa del caln dei Neri, e avevano delle richieste inusuali da avanzare. “prima dobbiamo fare qualche domanda al Protettore che dici di avere. Seguiteci, staremo più comodi”

Entrarono dunque, e doppo aver passato un paio di porte si sedettero in cverchio in una stanza che sembrava una cella. In un angolino c’era scritto Diego, ora ben visibile dato che era proprio vicino a una lanterna.

Rocìo pensò che quel posto traboccasse di misteri antichi e leggi proibite, ma stette in silenzio e si sedette a cerchio con tutte le altre streghe, quelle che volero partecipare. Un altro gruppetto, infatti, andò ad avvisare i quattro capi dell’identità dell’intruso.

“Allora, facciamola semplice” disse a un certo punto una strega, risvegliando Rocìo da quelle elucubrazioni, riguardanti soprattutto il metodo migliore per cucinare un uovo sodo “Come ti chiami e da dove vieni?”

El tiburòn rispose con nome e indirizzo, ma nessuna riuscì a sentire.

“No, allora, è ora di finirla” disse la strega che aveva chiesto. Batté le mani e le mise davanti a lei, stendendo le braccia. Poi chiuse gli occhi e sibilò qualcosa che sembrava latino alle orecchie di Rocìo ma che non riuscì a captare. Era già tanto che parlasse lo spagnolo.

“Bene, vediamo così” disse la donna che aveva effettuato una specie di incantesimo. “Chi sei e da dove chiami?”

“Mi chiamo Ramiro Paulo Astorge de la Fuente Gutierrez” disse el tiburòn, con voce forte e chiara. “Abito a Villa Nueva e sono il secondogenito della mia Casa, ereditiere molto facoltoso”

“Perfetto” disse la donna. “Perché, secondo te, dovremmo prendere questa ragazza, la tua Protetta?”

“Ci serve” rispose lui, con sicurezza “perché abbiamo una cosa da dire al Boss del Clan dei Neri e oltretutto vogliamo capire cos’è che fa Marìa,  la procace giardiniera, quando è assente”

“Non è affar vostro cosa fa. Non possiamo dirvi che sta per contrarre matrimonio”

I due rimasero scioccati. “Oh, santo cielo…” disse Rocìo. Lei era una Gutierrez, la figlia del muerto, per la precisione. E se una come lei ancora non era maritata mentrte una ragazza del pueblo invece stava per impalmare uno dei giovani più in vista della cittadella, tale Pedro Sanchez, allora il mondo stava andando a catafascio. O forse già lo era. O forse continuava a capovolgersi a causa del movimento della lavatrice. Ma quale delle due?
“È impossibile che sposi Pedro Sanchez” intervenne Ramiro Paulo, adesso con la voce squillante. “Lui porta ancora le gramaglie per la morte del padre, il quale a sua volta è stato brutalmente assassinato nella casa maledetta”

“Non abbiamo informazioni di case maledette a Villa Nueva. È già tanto che esiste una setta come al nostra” osservò una delle streghe.

“Ebbene, la casa maledetta è Villa Salcido. Si dice che le notti di luna piena si sentano degli ululati e si ritiene che sia proprio Gonzalo Sanchez che nella notte morente cerca vendetta senza trovarla, poiché Roberto Mendosa, l’aitante runner, è attualmente latitante e introvabile”

In quel momento si sentirono proprio rumori di scarpe da ginnastica che correvano e le streghe si impaurirono più del dovuto, mentre le lavatrici continuavano a girare…

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