La Ropa Sucia/333

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Il figlio dei Gutierrez chiamato Ramiro Paulo non era forse un pozzo di scienza, ma alcune cose la capiva. Così tornò indietro rifacendo lo stesso esatto percorso, a parti invertite, stanto tuttavia bene attento a ricalcare le stesse impronte, così sarebbe parso un viaggio di sola andata all’incauto osservatore. Ad esempio, c’era Miguel Espimas che stava osservando, il quale stava viaggiando col suo calesse.

Tornò correndo alla catapecchia, scontrtandosi accidentalmente con sua cugina Rocìo, la quale era stata condotta fuori pe run rito di purificazione serale.

“Mi hai fatto male, scemo! Adesso dovrò ricominciare tutto daccapo! Non sai che questo è il sogno della mia vita?”

“Ma come?” disse el tiburòn, ancora sopra lo statuario corpo di Rocìo. Un po’ gli piacque quella situazione. “ Proprio tu che non potevi sopportare la magia?”

“Beh, mi hanno dato un nuovo nome! Tuono Roboante della Rugiada Estiva!”

El tiburòn pensò che le streghe avessero un forte senso dell’umorismo, ma non era il momento di pensarci. Si rialzò con grande dispiacere per recarsi di nuovo nella stanza delle due coppiette.

“Maledetto!” esclamò senza paura di essere smentito.

“Chi? Io o Ramòn?” chiese Alfonso.

“… Ramòn!” esclamò el tiburòn, dopo averci pensato. “Voi non siete fratelli! E dai, non esiste nemmeno un Fernandez in tutto il circondario! Niente a Villa Nueva, niente nei paesini vicini, niente nemmeno a Cordòva! E che cosa vuol dire questo? Che avete inventato il cognome, con annessa storia strappalacrime dicendo che vostro padre è un ladro che ha sedotto Violetta e altre corbellerie di cui non conosco niente, soprattutto senza nessuna attendibilità storica. Ma adesso è il momento che voi vediate la verità! Sì, avete capito bene! Voi due ragazze!”

Rebecca Jones e Joaquina Cascada si guardarono allibite.

“I vostri due fidanzati non sono nemmeno fratelli e Ramòn in realtà si chiama… Romàn. Romàn Garcia… junior

Seguitò un tuono piuttosto rumoroso.

Sia Joaquina che Rebecca Jones si guardarono allibite, mentre i due fratelli Fernandez diventarono cinerei.

“Mi avevi detto che se ci scambiavamo i boccali di birra si diventava fratelli di sangue…” sibilò Alfonso. Poi, con grandissimo sdegno, portò una mano sulla mandibola e tirò forte, scatenando una reazione di disgusto verso gli altri che non sapevano.

Non sapevano che per tutto quel tempo Alfonso Fernandez aveva portato una maschera che lo rendeva somigliante a Ramòn. Invece, Alfonso era biondo con gli occhi azzurri, con un prominente naso a patata. Ramòn invece era castano scuro con gli occhi neri, e il naso dritto.

Ramòn, o Romàn junior, si mise le mani in faccia, sintomo di stress. Aveva una gran voglia di piangere, e se avesse potutosi sarebbe tolto anche lui la faccia che aveva per mostraren una nuova.

“Oh, santo cielo! Sei ancora più caliente di prima!” Esclamò rebecc a Jones, innamorata di Alfonso come mai prima di allora.

“Oh sì, mamacita” rispose lui. “Mi chiamo Alfonso, Alfonso Cruz”

Nessuno dei due si chiamava Fernandez. I due avevano vissuto una bugia per tutto quel tempo. El tiburòn ci aveva visto giusto, quindi poteva anche dirsi fiero di se stesso, mentre le lavatrici continuavano a girare…

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