La Ropa Sucia/335

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Joshua sospirò. Era stato messo nel sacco. “Sì, sono proprio io. E non c’è bisogno che mi ricordi che cosa ho fatto, o che cosa non ho fatto. Lo so benissimo”

“Eh, voglio sperare che tu lo sappia!” esclamò sarcastico Miguel. “Ma dimmi, perché mi hai tagliato la strada così furtivo? Oltre hai tagli che hai sul corpo vuoi tagliare anche le strade per fare un unico grande progetto malefico?

“A parte che non sono tagli ma ustioni” precisò Joshua. “Tuttavia, ho un segreto che va al di là della definizione di segreto stesso”

Miguel sgranò gli occhi. “Ma dimmi… non tenere trutto dentro. Il peso di ciò che porti potrebbe schiacciarti, se non ti fai aiutare”

“Lo so, ma sono pronto a correre il rischio. Non è a un passante che ho appena conosciuto che va la mia lealtà”

“Ma tu sai che oggi morirei per onestà? Conosci me, il nome mio?” chiese Miguel.

“Sì, certo che lo conosco, Espimas che nmon sei altro. Sei il cognato di Raquel Garcia e… un momento, sei il cognato di Raquel Garcia!”

“Sì, quella stupida che ha impalmato mio fratello, lo ha tradito con un focoso massaggiatore proprio durante il viaggio di nozze e dopo è tornata da lui, chiedendogli l’impossibile. Purtroppo però Fernando ha accettato e nonostante abbia ingravidato mia moglie adesso è a piede libero”

“Sì, ma non sai chi sono i parenti di Raquel…” disse Joshua, ammiccando. Forse ci sarebbe arrivato se assumeva quell’espressione complice.

“Beh, i suoi genitori in gattabuia e lo zio, no? Non ci sono altri Garcia nel raggio di mille chilometri almeno, se escludiamo il sergente Garcia in Messico”

“Ma quale sergente Garcia!” esclamò Joshua. “Senti, c’è un Garcia molto vicino a noi, e due fratelli non sono fratelli”

Miguel, colpito da quella frase criptica, guardò un attimo per strada, come sempre quando rifletteva. Un millepiedi passava in mezzo alle sue gambe.

“Molto interessante, anche se credo che finirò per arrovellarmi per il resto della settimana se non sei più chiaro. Ma dove sei finito?”

Joshua non c’era più. Tutt’attorno, solo Villa Nueva e il suo solito tran tran pacato dovuto ai preparativi per la sagra dell’asado.

Miguel era leggermente spaventato, ma non lo diede a vedere. Inoltre, il tempo volgeva al bello, una volta tanto in quel giugno freddo.

Così andò da sua moglie, com’era nei suoi piani iniziali. Sicuramente, una come lei voleva sapere ciò che era successo e magari avrebbe anche risolto il mistero dell’enigma di Joshua. Tuttavia, occorreva parlargliene prima che potesse risolverlo.

Trovò Clara fra le braccia dell’amante. In quel periodo, la ragazza amava fare i lavori a maglia, per quello Miguel non strepitò come un ossesso: ogni tanto, avere un amante faceva bene alla salute della coppia. Inoltre, il nascituro che stavano aspettando era già frutto di altri amanti, in quel caso nocivi.

“Clara” disse lui “devo comunicarti una cosa importante”

“L’hai già comunicata” rispose lei, senza deconcentrarsi sul suo lavoro a maglia. Per lei era molto importante lavorare a maglia, la distraeva dallo stress della vita, e poi meglio quello che parlare con un perfetto deficiente che aveva permesso a suo fratello di creare scandali, e anche se lei aveva avuto la sua parte in quel caos, aveva preferito fare finta di nulla e far cadere la colpa a lui, mentre le lavatrici continuavano a girare…

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