La giraffa e la voglia di mare

Eustorgia la giraffa era stufa di rimanere nella monotona vita della savana, così andò a lamentarsi dal suo fedele amico Snapurzio.

“Snapurzio!”

Snapurzio era un rinoceronte, per inciso stava rilassandosi emettendo forti suoni di sirena provenienti dal corno. Alcuni, sicuramente invidiosi, ritenevano che potesse dare fastidio.

“Snapurzio!” chiamò una seconda volta Eustorgia. “Dimmi” disse arrendendosi il povero interpellato. “Ho bisogno di aria fresca, ti prego aiutami!”

Seguitò un silenzio imbarazzante dove un colpo di vento risuonò come se fosse di tosse.

“Eustorgia…” cominciò il rinoceronte. “ti rendi conto di dove siamo? La savana non ti sembra un posto dove prendere aria fresca?”

Ma la giraffa scosse la testa: “No, voglio dire! Ho voglia di sole, di mare, di musica! Voglio una barca a vela!”

Snapurzio era scettico che potesse esistere una barca a vela, ma si limitò a dire “Va bene, ma non farti prendere in giro da nessuno”

Neanche l’avesse detto che comparve una iena ridens. “Ahahaha, una barca a vela, geniale! Aahhahaa! A vela! ahahaha! A!”

Eustorgia voleva prendere il largo anche per quel motivo. La vita nella savana era monotona e noiosa, fra iene ridens, rinoceronti che si credevano ambulanze e quant’altro. Una volta aveva visto anche uno sciacallo stalker ed ebbe incubi per giorni.

C’era da chiedersi dove fosse il divertimento.

Eustorgia cominciò quindi a raccogliere la legna per la barca, quando fu fermata da una scimmia.

Eustorgia la vide e scosse la testa. Che fortuna! La scimmia era quasi umana! Conosceva le arti nautiche! Al che le fece segnale con gli occhi, che sembravano fanali abbaglianti. La scimmia, però, scappò spaventata, così Eustorgia prese a rincorrerla dicendole: “Scimmia! E fermati, dai! Non lo sai che non rispondere agli abbaglianti equivale a una multa di sessanta banane?”

La scimmia dovette arrendersi. Si fermò e rispose rivelando tutto quello che sapeva: “Eustorgia, non lo sai che per prendere legna occorre un’accetta?”

“Ho già accettato che le barche siano di legno, grazie!”

Ma la scimmia, una volta lanciato quell’avvertimento criptico, fuggì via. Eustorgia non aveva idea di come si usasse un’accetta, così si scoraggiò alquanto, finché non vide una barca a vela di legno pronta per partire.

“Aria fresca arrivo!” esclamò, peccato però che il suo peso finì tutto sul ponte, che si distrusse pezzo per pezzo.

La barca affondò e Eustorgia rimase da sola con la vela.

“Siamo rimasti da soli, eh?”

La vela disse “Già. Fammi affondare in pace, però! Non vorrei che ti venisse in mente di mettermi in testa tipo bandana e andare a lampeggiare in giro per la savana!”

“ODDIO CHE IDEA GENIALE FACCIAMOLO!”

E fu così che Eustorgia divenne famosa come la giraffa lampeggiante.

 

 

 

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