La Ropa Sucia/341

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Roberto Mendosa, l’aitante runner, era profondamente imbarazzato per ciò che era stato scoperto, ma Rosa era troppo attraente. “No, lo so, lo capisco… è che io e Rosa avevamo un sacco di chimica la notte scorsa e…”

“Certo! Due persone che hanno chimica! Sempre la chimica! Mai che due persone abbiano geometria o qualche altra stupida materia che non ho studiato!” esclamò furibondo Paulo Ramiro. “Per cosa mi sono battuto stanotte? A che pro fare quello che ho fatto, se la donna che amo mi trasdisce col primo che passa? Eh?”

“Non è proprio il primo che passa…” osservò Rosa. “Tuttavia, volevo sapere cos’è che hai fatto stanotte per cui dovremmo ringraziarti”

“Ho chiuso entrambe le lavatrici” annunciò soddisfatto Paulo.

Rosa e Roberto si scambiarono un’occhiata perplessa.

“Davvero? E come avresti fatto, se è lecito?”

“Molto semplice” el loco, dimentico di quello che aveva visto, preferendo pensare a cose positive, si lanciò in un’accurata e dettagliata spiegazione di ciò che avceva fatto, detto e pensato proprio qualche ora prima. “Sapevo che il Commissario mi stava tenendo sotto osservazione, anche perché ormai non essendo più corrotto aveva dei seri dubbi che l’autiore dei graffiti fosse mio fratello, el tiburòn, il quale si è reso latitante per qualche strana ragione che non riesco a comprendere. Pertanto mi sono alzato e, presa questa serie di bombolette” alzò un borsone che tintinnava di bombolette di latta “e sono andato all’avventura. Ho imbrattato Vila Sanchez e Villa Riquelme, poi la seconda Villa Riquelme, e non mi ha visto nessuno, neanche la perfida Ana Lucia. Penso stia perdendo colpi. Al che sono andato a casa mia, Villa Gutierrez, e ho imbrattato anche quella, con una lavatrice più grossa, in modo da sottolineare la mia appartenenza ai Gutierrez. Solno andato a Villa Salcido e ho disegnato una lavatrice proprio accanto alla finestra del bagno di casa, in modo da riferirsi a Catalina la bellissima. Il capolavoro, però, l’ho fatto a Villa Cascada. Erano le due di notte e ormai il pèiù era fatto. Mi sono perso anche nei dettagli,  ho scritto anche la marca della lavatrice, con spina e tutto. Nessuno si era mai spinto fin là e credo che non lo farà mai più nessuno, anche perché i Cascada sono molto vendicativi. In ogni caso l’ho fatto e non mi pento di nulla. Alla fine sono andato a Villa Espimas e Casa Islas, siccome sono contigue ho fatto molto velocemente. Erano già le quattro”

I due amanti ascoltarono molto attentamente il racconto e rimasero parecchio basiti.

“Ed è così che pretendi di risolvere la faccenda della lavatrice?” chiese Roberto, l’aitante runner.

“Sì” rispose con sicurezza el loco. “Ecco perché sono anche disposato a perdonare Rosa, ma non te”

“Non vorrai sfidarmi a duello?” chieser Roberto.

“Duello? E chi si sfida più a duello? Siamo nel 1984, ragazzo, non ci sono più i gauchos argentini”

Roberto suppose che non sapeva nulla, el loco, dei duelli che si stavano per svolgere di lì a poco tempo. Non lo  sapeva, oppure lo aveva dimenticato, dimostrando di  essere loco fino al midollo.

Ritenne pertanto di lasciarlo nell’ignoranza, tanto, dirlo o non dirlo, la sagra dell’asado era ormai prossima, e el loco si sarebbe stupito quanto in realtà Villa Nueva fosse simile all’Argentina dei gauchos a dispetto di quel che credeva, e le lavatrici continuavano girare…

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