La Ropa Sucia/342

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“Perfetto. Mi rendo conto di quanto ho fatto un errore stanotte, ma non sono pentito” rispose Roberto Mendosa, l’aitante runner. Aveva fdatto sesso con Rosa Sanchez, la chica formosa, ed erano stati scoperti dal figlio del pipa. “Rosa è stata gentile e disponibile con me, mi ha fatto abitare in questo monolocale, che mi aveva consigliato Ambrogio a suo tempo, e adeesso potrò tornare a correre qui attorno. Tutto questo grazie a lei, che però ha sposato la persona sbagliata”

Rosa sospirò. Non aveva detto ancora niente, quindi fu el loco stesos a far notare questo.

“Rosa, che hai da dire a tua discolpa?”

Rosa non sapeva se rispondere o no. In realtà, aveva di fronte due persone che aveva amato, anche se Roberto non lo amava più, quindi considerò che forse aveva ottenuto quello che voleva e aveva perso tutto l’interesse.

“In realtà, mio caro marito, ti ho tradito con Roberto per una ragione ben precisa” rivelò.

Entrambi gli uomini la guardarono perplessi.

“Sì. Sai, Roberto, sei figlio del viejo e di Ana Lucia, in pratica,m anche se ci sono quattro generazioni di distacco. Ho pensato che sedurti mi sarebbe valso un sacco di soldi, anche perché poi ti avrei ricattato denunciandoti. Ma vedo che non hai il becco di un quattrino, anche se sei comunque affasciante. Ecco spiegato stanotte”

El loco pensò che Rosa fosse veramente crudele. In effetti, lo aveva pensato anche in germania: quando il suo primo marito era morto nelle circostanze misteriose facente parte dello strano caso di Bonn sulla quale ci stava lavorando ancora la polizia locale, aveva pensato, per un attimo che sarebbe potuto morire anche lui. Invece era ancora vivo, vivo e pronto per poter vedere gli effetti di quello che aveva fatto.

Fuori dal monolocale, infatti, oltre al solito canto del gallo, si levarono urla da tutti e quattro i punti cardinali  della cittadella.

“Ecco, sentite? È il canto della vittoria!” esclamò el loco, estasiato.

“Non ci sperare troppo, secondo me già sanno” disse Roberto. Il figlio del pipa lo sentì e qualcosa scattò nella sua mente: poteva anche giacere con sua moglie, se sua moglie riteneva che spillare quattrini in quel modo fosse giusto, e passarla anche liscia, ma non avrebbe mai dovuto insultare o minimizzare il suo lavoro e ciò che aveva fatto. Ecco che quindi caricò il pugno e colpì al naso il povero aitante runner, lasciandolo agonizzante a terra.

“Io posso permettermi di sperare. Tu sei solo un parassita della società” rispose sibilando el loco, dimostrando di essere un violento.

Nel frattempo, il tutto fu visto. Il fatto era che c’era una finestrella anche da quella parte, e anche se il monolocale si trovava al primo piano di una palazzina che sembrava abbandonata, incastrata peraltro in un vicolo senza uscita, capitava che per le strade di Villa Nueva passasse quello col sale.

Il tizio del sale passava ogni mattina, ma in quel frangente aveva pensato bene di passare un po’ in anticipo rispetto alla media, in modo da tenere fede alla diceria che se lo cercavano, non lo avrebbero trovato.

Ecco che quindi aveva visto tutto, mentre le lavatrici continuavano a girare…

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