La Ropa Sucia/344

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Così l’uomo, il tizio del sale, aprì la porta di Villa Riquelme che era rimasta colpevolmente aperta dato che Adele Sanchez non sospettava minimamente che gli eventi, tutti causati da Alvaro, sarebbero precipitati in quel modo e, dopo aver cercato per tutta la casa, trovò Ambrogio sistemare alcuni vasi. Un estraneo si sarebbe chiesto se Ambrogio sapeva fare bene il suo lavoro.

“Ehi” salutò.

“Ehi” disse Ambrogio, squadrando il fratello acquisito come se volesse valutare se fosse vestito adeguatamente per quel corridoio. Non lo era. “Che ci fai qui?”

“Sono venuto qui per dirti una cosa importante. Roberto Mendosa, l’aitante runner che hai deciso di nascondere nella dependance di casa Gutierrez, è stato colpito al naso dal loco, proprio come avevi previsto”

Ambrogio sbuffò. “Non lo avevo previsto nel vero senso del termine” precisò. “Ho solo considerato l’estremo fascino di Rosa, la chica formosa, e l’ascendente che le sue forme generose avrebbero potuto avere sull’aitante runner. Di contro, a Roberto piace girare mezzo nudo a casa. Era ovvio succedesse il patatrac, e qualunque cosa abbia fatto el loco stanotte, beh, è veramente degno del suo soprannome”

“Hai proprio ragione” disse ammirato il tizio del sale. “È un vero onore per me essere stato inserito nella tua tela da ragno tessitore”

“Sto facendo tutto questo per evitare il duello con Romàn Garcia junior, ricordatelo”

“Certamente, Ambrogio Sanchez

Da qualche parte là fuori, un tuono rombò violentissimo.

“Zitto!” esclamò impaurito Ambrogio, il tenero maggiordomo. “Vuoi rivelare il mio cognome proprio qui, in questa Villa?”

Non aveva ancora finito di parlare che un ignaro José Riquelme stava beatamente passeggiando sorseggiando un buon tè caldo, osservreando i dipinti della sua stessa casa come se fosse al Louvre. A un certo punto sentì parlare di Ville e cognomi e gettò lo sguardo sul tizio del sale e il suo maggiordomo.

“Che cosa state confabulando, voi due?” chiese curioso José.

“Niente” disse sbrigativo Ambrogio. “Stavo spiegando al tizio del sale come mai i Riquelme non avessero bisogno di questa spezia, perché sono molto salati ed acidi già per conto proprio”

“Hai perfettamente ragione” disse José, ma dentro di sé aveva la sensazione che fosse una balla enorme. Poi scese verso Adele e la trovò molto amareggiata in cucina, che si faceva una cioccolata calda.

“Abbiamo un intruso in casa” gli disse senza neanche salutarlo.

“Lo hai fatto entrare tu” rispose José, credendo che lei si stesse riferendo ad Alvaro.

“Sì, hai ragione” disse Adele, che invece si stava riferendo al tizio del sale. “È in combutta con Ambrogio”

“Non mi sembra si siano mai parlati, anzi, le loro conversazioni sono ridotte al minimo” osservò José.

“Di chi stai parlando? Non sai che sono fratelli?” chiese Adele, sputando un po’ di cioccolata, a parte che era troppo calda. “Io sto parlando del tizio del sale, che è il fratello di Ambrogio. Lo sono diventati scambiandosi le birre. Chissà quando è avvenuto, e nessuno li ha visti!”

Nessuno li ha visti… José dovette concedere al suo maggiordomo una grande abilità trasformista e ingannatrice.

E la lavatrice continuava a girare…

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