La Ropa Sucia/350

Immagine

Venne dunque l’otto giugno del 1984. Era una giornata nebbiosa a Villa Nueva, uguale agli ultimi due giorni. Tuttavia, ogni promessa era debito e quindi, nel parco di Villa Sanchez, stava per svolgersi il duello decisivo fra Romàn Garcia junior e Ambrogio, col suo secondo.

Come arbitro, avevano deciso Romàn Garcia senior, anche se nessuno sapeva della relazione che intercorreva fra i due, non ancora perlomeno. Era stato scelto solamente perché tutti speravano che rivelasse l’ubicazione del deposito dov’era nascosto il tesoro dei Garcia e come aprirlo senza chiave. Era stato Francisco Miranda, il sindaco, a suggerire il suo nome. Lui sapeva come mandare avanti un paesino e cominciava a chiedersi come sarebbe stato essere un sindaco di una città vera.

Tuttavia, non era il momento di pensarci.

C’era tutta l’alta società di Villa Nueva attorno ai due duellanti. Ambrogio ed il suo secondo, il tizio del sale che era anche suo fratello, stavano con le spalle rivolte a Villa Sanchez, quanto a Romàn Garcia junior, che una volta era stato Ramòn Fernandez, era col suo secondo Alfonso Cruz con le spalle rivolte a Villa Riquelme. Siccome c’erano due Ville Riquelme potevano essere entrrambe come nessuna.

Su nel cielo passavano a intervalli irregolari qualche condor, che probabilmente sentivano la tensione. Romàn junior sospirò, pensando con nostalgia quando ne aveva avuto uno ai tempi in cui era sindaco.

Fra la folla c’era anche il Commissario, che tuttavia non poteva arrestare l’eventuale vincitore del duello, ma era in apprensione in quanto c’era la concreta possibilità di perdere un ottimo informatore.

Entrambi gli sfidanti avevano in mano una pistola, e dopo aver sbrigato tutte le formalità da duello adesso si stavano guardando fisso negli occhi. Tutti aspettavanmo un’esplosione dall’una o dall’altra parte, mentre la maggior parte di Villa Nueva stava continuando con le loro faccende. Da notare che oltre al pueblo anche i Cascada erano assenti, eccezion fatta per Joaquina che aveva paura di rimanere vedova anzitempo.

Improvvisamente la voce di Miguel Espimas ruppe l’aria circostante. Tutti si spaventarono, perché sembrava proprio il rumore di una pistola.

“Non capisco come possa servirmi questo scontro. Insomma, come si può salvare la vita a uno, solamente con un duello?”

Clara Gonzalez sospirò. Era vero, suo marito stava per morire perché così avevano detto le carte, ma era molto scettica.

“Te l’abbiamo già spiegato molte volte. Non morirai, e poi ti stiamo già salvando la vita!” esclamò Clara. “Ci sono io accanto a te, e questo dovrebbe essere un ottimo motivo per non impazzire… quale altra donna potrebbe avere la pazienza che ho io con te?”

“Oh, di sicuro non io” interloquì Catalina. Ma Marìa, la procace giardiniera, ridacchiò, cercando di interrogare le carte riguardo il duello, che era ancopra fggermo allo sguardo dei due duellanti.

“Sai cosa dicono le carte?” chiese la procace alla futura vedova.

“Le carte non parlano, arricchita del pueblo” rispose Clara, senza neanche guardarla.

“Le carte dicono che tuo figlio in realtà avrà una brillante carriera” sibilò malvagia.

“Embé? Ovvio che avrà una brillante carriera” rispose distratta Clara, ma Marìa non aveva dfinito. “Sì, l’avrà, e sarà pieno di soldi, di donne e di automobili. Vincerà premi prestigiosi e molte persone avranno il suo poster in camera, quando farà la foto per Time. Tuttavia tu non assisterai nemmeno a una di queste cose, perché ti odierà per sempre”

E le lavatrici continuavano a girare…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...