La Ropa Sucia/351

Immagine

Clara istintivamente si accarezzò il pancione. Aveva sentito dire cose brutte e non le piacque per niente. “Quanto al figlio di mia sorella, che accadrà?”

“Non è tua sorella” precisò Marìa. “Adele Sanchez avrà un rapporto particolare col figlio che sta per nascere. Lo vedrà navigare fra le stelle, anche se non mi è chiaro se come pirata spaziale oppure come semplice astronauta che va a fare la spesa sulla Luna”

Nel frattempo un vento particolarmente freddo si alzò nello spiazzale lasciato libero per i duellanti. Francisco Miranda prese la parola: “Siamo qui per assistere al duello mortale fra Ramòn Fernandez e Ambrogio, quindi…”

“Un momento!” esclamò el tiburòn, che era ancora legato. Prima di riunirsi, il Boss del Clan dei Neri aveva deciso di portare anche i suoi ostaggi ad assistere, in modo da liberarli qualora fosse morto. Non pensava però che uno dei due avrebbe parlato.

“Evidentemente i Gutierrez non hanno nessuna educazione!” esclamò Francisco Miranda. “Parla pure, stolto”

“Ehi! È pur sempre mio figlio!” esclamò da qualche parte el pipa, scandalizzato. Non aveva mai smesso di cercare fra la folla Pepa Gutierrez, ma lei era nascosta e comunque vestita con un mantello con cappuccio, ché essendo evasa non poteva né doveva né voleva farsi vedere.

“Ecco… è sbagliato chiamarlo Ramòn Fernandez! Lui e Alfonso non sono fratelli!”

Seguitò un tumulto generale, sorpreso e allibito.

“Come sarebbe, non sono fratelli? Sei impazzito?” chiese Ambrogio.

“Chiedetelo a Romàn Garcia senior”

Il ricco benestante proprietario di un castello si sentì tutti gli occhi puntati addosso.

“Io? Che c’entro io, maledetto?”

“Non chiamare maledetto mio fratello, Romàn Garcia, e dicci come mai il tuo castello non aveva una lavatrice disegnata sulle mura” avanzò el loco, il quale aveva deciso di perdonare Rosa, la chica formosa, a patto che stesse sempre con lui tramite manette.

Romàn Garcia rispose piccato “Se l’avessi disegnata ti avrei tranciato le mani” e causò un sacco di reazioni, chi favorevoli, chi contrari. Il Commissario sentiva l’odore di molti reati.

“Incredibile, non vuoi vedere la verità” rispose el loco.

“La verità…” borbottò Violetta Sanchez. Poi guardò Romàn Garcia e Fernandez, e vide che si somigliavano tantissimo. Forse troppo per essere una coincidenza. Al che, fu colpita da un lampo che partì da se stessa, fino ad arrivare a quella notte di decenni prima, in cui lei e Romàn non andarono al cinema, preferendo restare a casa, da soli, il che si era trasformata in una intera giornata a letto.

“Oh mio Dio! No!”

Il suo urlo era arrivato probabilmente fino all’aldilà, sentito da Gonzalo Sanchez.

“Tu… è nostro figlio, Romàn!”

Romàn lo sapeva, lo aveva sempre saputo. Tuttavia, averlo sentito da chi aveva effettivamente partorito quello sbaglio lo colpì profondamente.

“Figlio? Un momento, zio! Io sono la tua unica erede! Ho persino fatto la mossa per te, esponendomi non poco!”

“Già” disse Romàn. Romàn junior stava per singhiozzare.

“Tu sei Romàn Garcia junior, ed è ora che tutta Villa Nueva lo sappia!”

“Se non altro, il giornale di domani sarà lungo quanto un libro” considerò Edmundo. “Finalmente. Non ho mai niente da leggere quando vado in bagno”

“Sei veramente grezzo, Edmundo” disse Catalina Salcido “e adesso sta’ zitto, che mi perdo questo momento storico”

E le lavatrici continuavano a girare…

Pubblicità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...