La Ropa Sucia/352

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“Beh, a questo punto va bene tutto!” stava esclamando il tizio del sale, stemperando un po’ la tensione, dovuta a tutto il pubblico di Villa Nueva che si stava aspettando un abbraccio fra padre e figlio. Un abbraccio ormai dimenticato, che il Boss del Clan dei Neri dentro di sé aspettava da molti anni.

Tutti presero a guardarlo. Pedro si stupì che quell’uomo potesse dire anche altro oltre a quattro pacchi di sale dieci pesos e se cercate non mi trovate.

“Se il Boss del Clan dei Neri è il figlio di Garcia, allora possiamo ben dire che Ambrogio è in realtà Ambrogio Sanchez, il vero padre di Gonzalo!”

Fu troppo anche per Villa Nueva. Tutti presero a sganasciarsi dalle risate, mentre il maggiordomo era rimasto rigido come un palo. Non aveva potuto fare niente per impedire quella rivelazione, am a quel che pareva non era stata presa sul seiro.

“Impossibile” disse fra le risate Pedro Sanchez. “Mio nonno è caduto dalle scale della mia stessa Villa, in circostanze misteriose”

A quel punto scattò qualcosa in Ambrogio che a posteriori avrebbe definito ‘voglia di rivalsa rispetto a quell’incidente’. Ecco perché, preso dalla frenesia di rivelare la verità si tolse la maglietta nonostante il freddo e fece vedere diversi lividi, cicatrici e punti di sutura.

“Sì. Sono io Ambrogio Sanchez e sono vivo. Ho inscenato la mia morte per un preciso motivo”

Una pausa, il tempo di rimettere i vestiti pesanti in quanto a giugno faceva abbastanza freddo, nella Pampa.

“In realtà ho fatto credere ad Ana Lucia di essere morto per causa sua, in circostanze misteriose, cadendo dalel scale. Tuttavia, quando è arrivata l’ambulanza ho fatto scambiare il mio corpo con quello di un altro caduto dalle scale lo stesso giorno e avete dunque seppellito il cadavere di un estraneo nella nostra tomba di famiglia. Volevo vederci chiaro. Noi avevamo una lavatrice, perché l’avevo comprata io, giusto per sapere cosa sarebbe successo se l’avessi comprata. Ebbene, il quadro che ne è venuto fuori è raccapricciante: Ana Lucia aveva sposato in gran segreto el viejo, tanto per dirne una, e Gonzalo, mio figlio, è morto pugnalato da un ragazzo del pueblo, che discende proprio da mia moglie… ebbene, scusatemi tanto se volevo preservare la mia famiglia”

Ambrogio tolse la sua maschera finta, esattamente identitca a quella che aveva sempre indossato Alfonso, e rivelò la sua faccia tumefatta.

“Incredibile…” disse Ana Lucia, che nel frattempo stava osservando il tutto dal balcone della Villa.

“Quello che voglio chiedere a Romàn Garcia junior è se vale la pena continuare questa faida. Adesso sai perché ho comprato la lavatrice, dunque deponiamo le armi?”

Romàn Garcia era molto combattuto. Da una parte voleva deporre le armi, dall’altra parte voleva chiudere per sempre quella faccenda e aveva la sensazione che il duello fosse una parte determinante per chiudere le lavatrici.

“E sia” disse infine, ritrovandosi quelle due parole in bocca senza sapere come ci fossero finite. “Prima però, in base ai poteri conferitomi dal cognome che porto, intendo quello vero, voglio rivelare l’esatta ubicazione del tesoro dei Garcia!”

E le lavatrici continuavano a girare…

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