La Ropa Sucia/353

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Non poteva esserci più silenzio di così, in quel momento a Villa Nueva. Tutti, chi per un motivo, chi per un altro, cercavano quel tesoro.

“Il tesoro dei Garcia” disse Romàn Garcia junior, il Boss dei Clan dei Neri “è conosciuto soprattutto perché Javier ed Emilia, tuttora in prigione, lo hanno nascosto molto bene. Così bene che lo hanno diviso in più parti, sparsi per Villa Nueva, come se fosse un puzzle. Puzzle che io, come Boss del Clan dei Neri, abbiamo risolto. Adesso abbiamo la mappa, che regalerò a voi. Alfonso?”

Alfonso prese una pergamena da uno zainetto e la lanciò in aria. La grande baraonda che ne conseguì per prendere quel pezzetto di carta fragile fu conosciuta dal paese come “il grande temporale”, libro poi scritto dal notaio del paese.

“Riguardo te” disse Romàn Garcia junior avvicinandosi ad Ambrogio “non pensavo, devo ammetterlo, che tu fossi il famoso Ambrogio Sanchez, primo marito di Ana Lucia, quello morto caduto dalle scale. Hai ingannato tutti per tutto questo tempo, me ne congratulo”

“Già” disse lui. “Adesso fammi entrare nel Clan dei Neri. Insieme possiamo chiudere le lavatrici. Adesso non ha più importanza farci la guerra. La sagra dell’asado si avvicina”

Ed insieme percorsero un po’ di strada, diretti alla catapecchia, villa rinomata e casa rassicurante.

“Ehi! Ed io? Morirò dunque perché nessuno si è sacrificato al posto mio?” chiese Miguel a Marìa, la procace giardiniera, ma quella era intenta a prendere un frammento della pergamena per potergli dare retta.

Nel frattempo José Riquelme ne aveva preso un pezzo e si rivolse agli Islas, i quali invece erano stati lontani dalla baraonda.

“E tutta la storia dei forni a microonde? Come mai continuano ad esserci rivelazioni e tutto sembra portare al tesoro dei Garcia?”

“Ci siamo sbagliati” disse semplicemente Ambrosio Islas. “Oppure, non ci siamo sbagliati, tuttavia possiamo semplicemente risponderti che ognuno di noi ha una… lavatrice che continua a girare. Nel tuo caso era un forno a microonde, nel nostro caso il supermercato, nel caso di Miguel Espimas le carte dei tarocchi. E così via”

“Converrai con me che gli elementi che hai citasto non assomigliano a una lavatrice” osservò José.

“Ah no? Che forma ha un forno a microonde? Che forma hanno le carte? Quale figura geometrica solida ricorda un supermercato?” chiese Ada Islas, esperta in geometria.

“Sono tutti quadrati o rettangoli… come una lavatrice”

“Esatto” disse Analisa Islas. “Quindi, secondo noi, la lavatrice dei Garcioa è il tesoro, ma ognuno deve spegnere la sua perché Villa Nueva psopsa vivere la sagra dell’asado in santa pace. Oppure, per Villa Nueva è la sagra dell’asado stessa, che quest’anno non deve celebrarsi”

“Può darsi. Complicare le cose proprio in prossimità della sagra non è bello”

José era affaticato perché troppe informazioni non riusciva a gestirle bene. Era proprio come essere incinto. Si chiese come facesse Adele a sopportare.

Poi rivolse lo sguardò alla propria pergamena, o perlomeno il frammento che era riuscito a prendere.

Era vuoto, eccetto forse per un trattino rosso. In quel momento stava passando Pedro Sanchez, che stava guardando il suo frammento.

“Anche il tuo è vuoto?” chiese il primo al secondo.

“No, c’è un albero” Pedro lo fece vedere al rivale e in effetti quello che sembrava un ginepro rosso faceva capolino sul suo frammento.

“Chissà, magari sono disegni a caso” Pedro sospirò. “Mi toccherà sposare Marìa”

“Anche se è una strega?” chiese José.

“Soprattutto perché è una strega” ribatté Pedro, lasciandolo solo a prendere alcune gocce di pioggia, mentre le lavatrici continuavano a girare…

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