La Ropa Sucia/356

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“Sì, abbiamo capito, grazie” tagliò corto el loco, cercando di togliersi l’immagine dalla mente. Era stato insinuato che Rocìo e el tiburòn avessero, nei ritagli di tempo, una relazione molto torbida che non prevedeva vestiti. “Non capisco perché ti ostini ad accarezzare il gatto, visto che sei allergica”

“È il simbolo delle streghe, non hai sentito?” chiese Marìa.

“No” interloquì Romàn Garcia senior “la vera domanda è… dov’è mio figlio? Perché ti sei alleata con lui? Che vantaggio ne potresti trarre?”

“Hai sbagliato domanda” rispose Marìa, non riuscendo a vedere bene e starnutendo più volte. Stava malissimo. “Avresti dovuto chiedermi… sono io che mi sono alleata con lui o è lui che ha cercato i miei servigi? E ha pagato con la sua anima o con l’anima di Alfonso?”

“Ecco perché porta sempre con sé uno che non è suo fratello!” esclamò Rosa, improvvisamente. “Ha bisogno di un’anima di scorta!”

“Che orrore, parlare di anime come se fossero banconote o cose del genere” interloquì Raquel. Poi, impietosita verso Marìa, le chiese di potere accarezzare quel gatto annoiato e glielo tolse dalle mani. Improvvisamente, si sentì meglio.

“Bene, adesso vi lancerò un incantesimo” disse Marìa, alzandosi e asciugandosi il naso. “Farete tutto quello che vi dico io, persino legarvi a vicenda. Vedo che due di voi si sono già ammanettati da soli, bene, dovrò fare la metà della fatica”

In effetti la procace giardiniera aveva avuto ordine di catturare tutti quelli che si sarebbero avvicinati alla catapecchia, ma un forte rumore di sirena squarciò l’aria.

Una, due, tre volanti della polizia sgommarono in quel luogo incon taminato, circondando l’are a e uscendo ldalla machcina armatri di pistole vere.

“Mani in alto! Nessuno si muova!” Tuonava la voce del Commissario. “È ora di finirla con queste sciocchezze! La catapecchia e il Clan dei Neri hanno i giorni contati!”

Così, tutti vennero arrestati e porti in Commissariato, mentre la catapecchia crolava sotto i colpi di una polizia infervorata. Il fatto era che il Commissario non poté mandare giù la perdita del suo migliore informatore,quindi fece la prima cosa che gli venne in mente senza pensarci troppo. Fare fuori il Clan dei Neri era il suo sogno sin da quando era piccolo, anche se effettivamente non esisteva a quei tempi. Quando la madre gli diceva che ci sarebbe stato l’uomo nero pronto dietro l’armadio, lui le credette. Una volta saputo quello, ebbe a rancore il colore nero e il relativo Clan.

Quanto invece alle due persone rapite, el tiburòn e Rocìo Gutierrez, vennero liberati e, dopo aver fatto qualche domanda di rito, vennero rilasciati.

I due, la prima cosa che fecero fu andare dal muerto Gutierrez che, vivendo dentro l’armadio della casa di quella che era stata la sua compagna, aveva perso la cognizione dle tempo.

“Così è periodo della sagra dell’asado? Incredibile” rispose lui. “Avete preso la pergamena?”

“Non sai che c’è la sagra dell’asado ma sai comunque della pergamena?” chiese Rocìo, allibita e sgranando gli occhi. Era incredibile come el muerto fosse sempre un passo avanti a tutti, mentre le lavatrici continuavano a girare…

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