La Ropa Sucia/357

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El muerto non si scompose alla domanda della figlia, nonostante lui abitasse dentro un armadio. “Sì, perché c’ero anche io nel duello che avrebbe dovuto cambiare Villa Nueva e poi è finita a tarallucci e vino, eh. Non me lo sarei perso per nulla al mondo. Sapevo che c’era anche tua madre, Rocìo, infatti mi sono spostato con questo armadio, quindi in realtà tutti hanno visto un armadio dimenticato nel parco dei Sanchez e nessuno ha fatto domande”

“Nessuno ha fatto domande… interessante!” Esclamò el tiburòn, con voce forte e chiara. “Ecco perché può anche spuntare fuori un armadio nel parco! Perché nessuno fa domande!”

“Hai avuto una rivelazione, tiburòn?” chiese Matìas, squadrandolo con sospetto.

“No, ma ho un pezzo di pergamena particolarmente grosso” riuspose lui, rivelando sia un tavolo che un piccolo rettangolo.

“Rettangolo come una lavatrice” rivelò el tiburòn.

“Hai proprio ragione. Inoltre, collima con ciò che ho io” disse Rocìo, facendo vedere a suo padre e al cugino il suo pezzetto di pergamena, che ritraeva un cesto con la biancheria sporca. All’interno c’era una piccola chiave stilizzata.

“Abbiamo risolto il mistero” disse lei, convincendo i due ad alzarsi e scendere per strada, diretti a Villa Garcia.

Improvvisamente, però, arrivò la madre di Rocìo.

“Eccomi cara, sono tornat… ah”

La madre di Rocìo incrociò lo sguardo con quello di Matìas, e viceversa. Ci vollero molti lunghi secondi per far realizzare a quella signora che cosa sdtesse succedendo, ma poi la verità si era spalancata nel suo cuore e si mise a urlare, a impazzire, a prendere una padella e a darla forte sulle faccia del muerto, che già era ferito di suo.

“Tui non toccherai mai più mia figlia… mai più! Mai!”

Poi, detto quello e dopo aver intimato con la forza ai due cugini di non muoversi, chiamò la polizia che, celere, arrivò con una sola volante capitanata dal Commissario, il quale, con molto entusiasmo, rimise le mani  sul muerto e lo condusse in centrale, dove vi erano anche gli  altri che aveva catturato.

“Quanto a voi due” disse la madre di Rocìo alla ragazza e al cugino “A lavorare! Svelti!”

Diede loro scopa, ramazza e stracci vari e fece pulire loro l’intero appartamento.

Come detto, in centrale c’era molto fermento. Molte persone erano state catturate e il Commissario stava cercando di sedare quell’agitazione che la pergamena stava creando.

In realtà, il Commissario aveva poreso due bigliettini e stava cercando di ricomporre da solo il puizzle, ecco perché era così impregnato. Tuttavia, quella cosa non la sapeva nessuno e il clima di terrore che Villa Nueva stava vivendo i più l’attribuivano a un delirio di onnipotenza da parte del poliziotto.

Tuttavia, il Commissario chiese a tutti dopve avessero nascosto la pergamena che avevano e in particolare al muerto chiese come aveva fatto ad evadere.

“Anche lei, caro il mio Commissario, sarebbe evaso o comunque avrebbe provato tutti i modi per farlo se come compagno di cella si fosse ritrovato Ezequiel Riquelme!” spiegò molto candidamente. “Non m’importa di tornare in cella, come vede l’armadio è stata una mia cella e sono stato colpito da una padella”

E quel colpo gli avrebbe fatto male per sempre, mentre le lavatrici continuavano a girare…

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