La Ropa Sucia/359

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Buon Natale da parte di Villa Nueva e Aven, il suo sindaco ❤

 

Pedro Sanchez non aveva consegnato al Commissario il pezzetto di pergamena che gli era capitato. In realtà, avrebbe voluto indagare un po’ di più, quindi decise di parlarne con la nonna, la vecchia Ana Lucia, che conosceva tutte le risposte.

Perlomeno, era quello che tutti credevano. Non aveva mai smesso di lavorare a maglia e una volta si era messa a regalare delle sciarpe o addirittura dei poncho.

Confidando nel fatto che Ana Lucia potesse essere di buon umore, Pedro si presentò da lei.

“Salve, nonna. Hai saputo?”

La nonna non dovette chiedere di che cosa parlava il nipote. Non sarebbe stata Ana Lucia, in caso contrario.

“Sì” rispose lei. “Ho saputo. E mi pare strano, perché io ero sicura di averlo lanciato giù per le scale dopodiché era morto. Gli ho anche messo le dita sul collo per tastarlo, ma evidentemente ho toccato chissà che cosa. Insomma, mica sono infermiera io. Allora ha inscenato la sua morte, ma non capisco né come, né con chi, né perché, e nemmeno se ha usato un cucchiaio oppure no. Questo è un punto che ancora non riesco a chiarire, come s elavorassi a maglia senza uncinetto”

“Non lo so, nonna, ma se ti va possiamo indagare” propose Pedro.

“No” rispose Ana Lucia. “tu devi sposarti”

Pedro sgranò gli occhi.

Nel frattempo, Marìa, la procace giardiniera, aveva liberato dall’incantesimo Fernando Espimas, il quale si era come riscosso e aveva cominciato a correre su e giù per Villa Nueva, chiedendo scusa per come si era comportato bussando casa per casa, anche se effettivamente non aveva fatto nulla per cui scusarsi. A dirla con le parole di un signore che gli aveva aperto, “Ma tu non hai mai fatto nulla, Fernando, e basta”.

Fernando rimase basito da quell’affermazione e tornò da Raquel, ad amarla per sempre.

In ogni caso, Marìa la procace giardiniera aveva ascoltato tutto il dialogo fra Pedro e Ana Lucia. Si era nascosta dietro lo stipite della porta e, all’affermazione della vecchia, a Marìa vennero le farfalle nello stomaco.

Era vero, doveva sposare Pedro, anzi, lo voleva perché era scritto nelle stelle. Quindi, perché aspettare? Tuttavia, il discorso non era finito, perché Pedro chiese alla nonna: “Marìa è una strega, però…”

“Sarà anche una strega, ma ti ama” disse Ana Lucia. “Ricorda,    Pedro: chi semina vento, raccoglie tempesta. Trai tu le tue conclusioni, o lo farò io per te. Non c’è lavatrice, o incantesimo, che può influenzare il nostro destino. Siamo solo noi q uelli che non hanno età e comunque andrà sono le nostre scelte che influenzano il futuro, ma con una bella influenza, non solo qualche starnuto”

“Chi semina vento raccolgie tempesta? Ma perché io dovrei seminare vento? Non posso seminare pomodori?”

“Fritti, magari” precisò la vecchia.

Pedro, edificato, uscì dallo studio della nonna, convinto di quello che stava per fare. Poi però vide Marìa, proprio lei, il soggetto dei discorsi. Si inginocchiò e tirò fuori un anello che aveva sempre a portata di mano, sin da quando era venuta fuori la verità sull’anello del viejo.

“Marìa, Gran Sacerdotessa del Clan delle Streghe, vuoi tu sposarmi?”

Marìa si mise le mani sul petto e annuì.

“Sì, ti sposerò, Pedro del mio corazòn

E le lavatrici continuarono a girare…

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