La Ropa Sucia/363

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Rebecca Jones si era sacrificata per far sì che il resto della compagnia entrasse a Villa Riquelme. Si era rivolto ad Alfonso, definendolo il prescelto, tuttavia lo aveva chiamato così perché lo amava e aveva qualche preferenza su di lui, non per dati di fatto. Ad Alfonso, tuttavia, fece piacere, e disse “ Sì, sono il prescelto e andrò all’Ala Est. Tanto più che tutta Villa Nueva è in fermento per la sagra dell’asado e per la mappa dei Garcia. Nessuno farà caso a noi”

Così, guidati da José Riquelme, ancora sconvolto pe rl’immane potenza che aveva Rebecca Jones nelle gambe, entrò di straforo nella Villa, che era sorvegliatra appunto da Sofia Riquelme.

“Fermi tutti!” ordinò lei dal balcone che sporgeva dalla facciata. Aveva in mano un fucile e suo figlio era a portata di tiro. “Come mai Elisa Riquelme non si è presentata oggi a fare la schiava?”

“Ha un frammento di pergamena ed è andata a consegnarlo al commissario” disse José Riquelme. “Adesso facci entrare, ci stiamo inzuppando tutti!”

In effetti, la pioggia in quel momento era particolarmente violenta.

“Non vi state inzuppando” disse Sofia, un po’ folle. “Potete benissimo resistere, non siete biscotti da colazione. Non vi do il permesso di entrare finché non  mi dite perché è stato disattivato il forno a microonde! Ora!”

“Ma madre” disse José “Ho dovuto farlo. Non vi sentite piuù libera? La bolletta della luce non è adesso meno cara?”

“Non posso dirlo, non è ancora passato un mese” disse Solfia. “In ogni caso, ho saputo quello che volete fare e ve lo impedirò! L’ala Est della Villa è già stata profanata pià volte, non vi permetterò che mettiate i vostri sporchi piedi!”

Nel frattempo Joaquina sparì dal gruppo e, ordinando il silenzio con l’indice sulla bocca, cercò di entrare da una delle finestre.

“Madre! Che cosa vi sta succedendo?” chiese José. “L’Ala Est della Villa è in ristrutturazione da troppo tempo! Non capite?”

“E tuo padre, allora? Il famigerato Ezequiel Riquelme mi ha detto che tu stai tramando qualcosa con la tua sorlleastra! Vi ammazzo, ammazzerò entrambi!”

Fu allora che José realizzò che cos’era capitato. Ezequiel Riquelme, avendo diseredato il suo unico figlio, voleva anche escluderlo dalla casa e aveva messo in guardia la moglie da tutte le strategia che potevano capitare. Ala Est compresa.

“Mio padre… non posso credere che tutti si siano dimenticati dio lui, mentre lui, dalla prigione, escogitava qualche altro tiro mancino” commentò José.

“E adesso che facciamo? Quella ci spara davvero, la vedo negli occhi che non ha scrupoli di nessun tipo!” esclamò Romàn Garcia, per la prima volta nel panico. Quell’esperienza gli stava dando un sacco di prime volte e alcune di quelle non gli piacquero.

“Ahahahaha!” rise sguaiatamente Sofia. “A chi sparerò per prim… ooofff”

Sofia cadde come una bambola di pezza, facendo cadere il fucile a terra, che affondò nelle pozzanghere del balcone.

Dietro di lei, Joaquina Cascada, che aveva per caso un fazzoletto intriso di cloroformio.

“Buonanotte, Sofia Riquelme” borbottò la ragazza, e un fulmine le illuminò il viso che non stava comunicando alcuna pietà, mentre la lavatrice contiunuava a girare…

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